A Godrano inaugurato il Museo Puglisi

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IN QUESTO NUMERO

 

IN PRIMO PIANO

  • Gli anni a Godrano di don Pino Puglisi raccontati in un Museo

 NOTIZIE DIOCESIPA

  • I fedeli rinnovano la loro Fede alla “Santuzza”

 NOTIZIE DALLE PARROCCHIE E DALLE ASSOCIAZIONI

  • Aspra in festa per l’Addolorata
  • Incontro testimonianza con Valerio Lode Ciprì
  • Festeggiamenti del Santissimo Crocifisso a Ficarazzi

 AGENDA DEGLI APPUNTAMENTI

  • Giornata per la custodia del creato a Palermo
  • Sul Tgweb si parla del Museo intitolato a padre Puglisi

 I CHIAROSCURI di Giuseppe Savagnone

  • Dal Conte 1 al Conte 2 tra miraggi e realtà

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IN PRIMO PIANO

1. Gli anni a Godrano di don Pino Puglisi raccontati in un Museo

“Non ho paura delle parole dei violenti, ma dei silenzio degli onesti” è la scritta che campeggia su un totem all’ingresso del Museo intitolato al Beato don Pino Puglisi, che, da giovane parroco, guidò la comunità parrocchiale di Maria Santissima Immacolata a Godrano promuovendo i Cenacoli del Vangelo al fine di fare convertire i fedeli a lui affidati come testimonia il vescovo di Ragusa, mons. Carmelo Cuttitta che da bambino fu chierichetto del Beato. “Ho conosciuto padre Puglisi all’età di 8 anni – racconta – quando è arrivato a Godrano. Da quel momento il Beato ha dedicato tutta la sua vita alle persone che avevano con lui una continua sinergia, innervando nella comunità i “Cenacoli del Vangelo” perché era convinto che il Vangelo giungendo nelle case della persone determina un momento di conversione come è accaduto a tante persone che erano in lite da anni e grazie a padre Puglisi si sono riconciliate”.

L’idea di istituire l’esposizione permanente realizzata nei locali di proprietà del Comune di Godrano, attigui alla chiesa è stata dell’Amministratore Parrocchiale, don Massimiliano Purpura, di concerto con i fedeli della parrocchia, al fine di dare lustro al servizio svolto da padre Puglisi, dal 1970 al 1978. L’Amministrazione comunale di Godrano, nella persona del sindaco, Epifanio Mastropaolo, ha stipulato con la Parrocchia una convenzione di concessione del locale attiguo alla Chiesa, destinato a Museo. I lavori di ristrutturazione del locale adibito a Museo, si sono svolti grazie alle maestranze  e agli operai volontari locali. “Padre Puglisi ha iniziato qui il suo ministero e pertanto non si può capire senza Godrano – dichiara don Massimiliano Purpura – cioè la sua esperienza qui preparata e vissuta secondo il progetto di Dio. Godrano costituisce la chiave per comprendere chi era il vero Puglisi, era quindi necessario che si materializzasse un museo che raccogliesse non soltanto gli oggetti, ma che si creasse anche un’aula didattica per dare la possibilità a gruppi, scolaresche e quanti qui verranno per fermarsi e riflettere su quello che è stato Puglisi. Il Museo avrà pertanto, il compito non soltanto di tenere viva la memoria ma di promuovere la cultura”.

Il Museo inaugurato da mons. Corrado Lorefice, alla presenza di rappresentanti del mondo della politica, della società civile e numerosi fedeli, oltre ad esporre i paramenti sacri indossati dal Beato, documenti, oggetti personali, quadri appartenuti allo stesso presbitero ucciso dalla mafia il giorno del suo 56° compleanno, presenta le fotografie attestanti la sua esperienza pastorale a Godrano e un grande dipinto, opera dell’artista bagherese Silvana Lanza. I locali sono arricchiti anche da una sala destinata a finalità didattiche, dove si potranno realizzare iniziative culturali, spirituali e formative di vario genere. “Sono molto contento di questa iniziativa promossa da don Massimiliano – ha affermato mons. Corrado Lorefice – perché l’idea del Museo è nata dal cuore di questa comunità. Questo significa che ancora si sente il frutto del suo passaggio in questa comunità e mi auguro che possa essere anche Godrano un punto di riferimento per irradiare la testimonianza di don Pino”.

L’evento ha visto anche la partecipazione straordinaria del Maestro Teresa Nicoletti, compositrice e mezzosoprano lirico, autrice del testo e della musica del brano sacro “Padre Pino Puglisi, Anima Beata”, che ha eseguito, accompagnata all’organo dal Maestro Vito Mandina. L’esecuzione in prima assoluta mondiale è avvenuta davanti alla tomba del Beato, martire della fede, ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993. Presenti all’evento moltissimi fedeli e il cardinale Edoardo Menichelli. Le manifestazioni sono proseguite presso l’aula consiliare del Comune di Godrano, dove è stato presentato il percorso spirituale naturalistico sulle orme del Beato Giuseppe Puglisi.

 

NOTIZIE DIOCESIPA

1. I fedeli rinnovano la loro Fede alla “Santuzza”

Un ragazzo guarito inspiegabilmente da un tumore e un suicidio evitato, testimoniato da un cappio lasciato al Santuario. Sono gli ultimi due miracoli che per intercessione della Santuzza sono stati fatti per la sua Palermo. Ne è convinto il reggente del Santuario diocesano di Montepellegrino, don Gaetano Ceravolo che ne ha dato notizia al termine della solenne concelebrazione presieduta dall’Arcivescovo, mons. Corrado Lorefice in occasione della Festa liturgica di Santa Rosalia. “Questi sono soltanto gli ultimi miracoli in ordine di tempo – afferma don Ceravolo – ma posso testimoniare di tanti altri prodigi che Dio ha fatto, grazie all’intercessione della nostra Santuzza”.

Alla consueta celebrazione del 4 settembre, animata dalla Corale della Polizia Municipale di Palermo, diretta da Serafina Sandovalli, erano presenti diversi presbiteri, diaconi, autorità civili e militari e tantissimi fedeli, molti dei quali hanno raggiunto il Santuario diocesano a piedi. Nella sua omelia l’Arcivescovo ha richiamato i cristiani a vivere una vita coerente con il Vangelo sull’esempio di Santa Rosalia che è diventata eremita per seguire Cristo.

“Nella vita di ogni giorno – ha detto Lorefice – l’attesa definitiva della fine dei tempi, si vive in una carità operosa, anche se per noi c’è il rischio che la Fede si affievolisca o rimanga conformata alle logiche del mondo. La Fede si vive nel quotidiano e tutte le volte che abbiamo accolto un profugo, un ammalato, un affamato o un assetato l’abbiamo fatto a Cristo”.

All’offertorio le suore del Bell’Amore nel 25° anniversario dell’arrivo a Palermo della fondatrice, suor Nunziella Scopellliti, hanno portato il libro delle loro Costituzioni e i “Parrucchieri solidali” gli strumenti del loro lavoro che utilizzano presso la Caritas parrocchiale di don Orione.

Al termine delle celebrazione una processione con la reliquia di Santa Rosalia si è snodata fino alla grotta dove l’artista Alessandra Salerno ha cantato “Lu canticu di li animi”, una storia scritta dal punto di vista di un angelo che si trova inerme davanti alla sofferenza, alla morte e alle preghiere della gente disperata. L’angelo si rimette a Dio per portare pace alle anime e accompagnarle nel trapasso. “Questa canzone è stata scritta immaginando il periodo della peste del 1624 – spiega Alessandra Salerno – durante la quale la Santuzza intercedette presso Dio al Canto del Te Deum laudamus” perché Palermo fosse liberata dal morbo. E’ soprattutto una canzone più che mai attuale, e che dedico a tutte le anime perse nei nostri mari”.

 

NOTIZIE DALLE PARROCCHIE E DALLE ASSOCIAZIONI

1. Aspra in festa per l’Addolorata

Il tradizionale gioco dell’antenna e la corsa delle barche, catalizzeranno l’attenzione dei cittadini e di tanti visitatori, in occasione dei festeggiamenti “Maria Santissima Addolorata” in programma dal 6 al 15 settembre 2019. Altro momento molto significativo per la comunità asprese sarà rappresentato dalla mostra fotografica che sarà realizzata in occasione del 90° anniversario della fondazione della parrocchia. La rassegna che sarà inaugurata lunedì 9 settembre, alle ore 19.30 è curata dal fotografo, Mimmo Balistreri con la collaborazione dell’Associazione “Passio Christi” e si potrà ammirare presso l’oratorio parrocchiale dall’11 al 14 settembre, dalle ore 18 alle ore 20. “Si tratta di una manifestazione a cui teniamo moltissimo – dichiara il parroco, don Vincenzo Battaglia – perché documenta i momenti più significativi della nostra comunità dove i protagonisti sono tante persone di buona volontà che hanno amato e lavorato per la frazione”. Altro momento a cui tiene molto la comunità asprese sarà la giornata della solidarietà in programma martedì 10 settembre. Durante la giornata si effettuerà in parrocchia una raccolta straordinaria di viveri per sostenere le famiglie più bisognose di Aspra. Nel cartellone delle manifestazioni si intrecciano altri momenti di intenso fulgore religioso e ludici per intrattenere i numerosi visitatori che si riversano ogni anni nella frazione marinara. Due come consueto le processioni, quella a mare domenica 8 settembre alle ore 15 che si concluderà con una celebrazione Eucaristica in piazza mons. Cipolla che presieduta dal Vicario episcopale, don Antonio Mancuso e quella a terra domenica 15 settembre, alle ore 19, al termine della celebrazione Eucaristica presieduta dal parroco e l’Atto di affidamento della comunità alla Beata Vergine Maria.

Mercoledì 11 settembre si svolgerà una fiaccolata in memoria di alcuni martiri uccisi dalla mafia come il Beato don Pino Puglisi, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La partenza alle ore 21 sarà dalla piazzetta di Padre Pio per concludersi a piazza mons. Cipolla.

Giovedì 12 settembre, alle ore  18 si svolgerà una celebrazione Eucaristica con la partecipazione delle coppie che ricordano il 25° e 50° anniversario di matrimonio che sarà presieduta da mons. Alerio Montalbano, vicario episcopale e parroco della parrocchia di San Michele Arcangelo di Palermo.

Venerdì 13 settembre, alle ore 18 celebrazione Eucaristica e benedizione delle mamme in attesa di un bambino presieduta da mons. Raffaele Mangano, parroco della parrocchia Maria SS. Madre della Chiesa di Palermo e alle 21 il canto dell’Inno Akathistos, antica composizione liturgica bizantina dedicata alla Beata Vergine Maria, animato dal maestro Lia Battaglia e dal mastro Salvatore Incandela. Saranno presenti la Confraternita “Maria SS. Addolorata” e tutti i gruppi parrocchiali. Il 14 settembre, alle ore 20, Silvana Bordonaro, Rossella Riccobono e Giusi Sanfilippo realizzeranno per la quinta volta, in piazza Monsignor Cipolla un opera artistica di dimensioni di 3 metri per 2 metri raffigurante l’effige dell’Addolorata. L’opera potrà essere visitata il giorno 15 settembre in occasione della festa. “Anche quest’anno la manifestazione verrà aperta a chiunque volesse partecipare – dicono le organizzatrici – per realizzare un quadro a tema religioso”. Le adesioni verranno accettate entro e non oltre il giorno 7 settembre 2019. Il comitato artistico fornirà supporto tecnico e organizzativo durante un incontro che avverrà il giorno 9 settembre 2019 alle ore 18 presso la parrocchia.

 2. Incontro testimonianza con Valerio Lode Ciprì

Sabato 7 settembre 2019, alle ore 18.30, nei locali parrocchiali di San Giovanni Bosco di via Messina Marine, 254 a Palermo, avrà luogo un  incontro testimonianza con Valerio Lode Ciprì, compositore del Gen rosso. “Si tratta di un appuntamento molto interessante – dichiara il parroco don Giuseppe Calderone – soprattutto per i giovani”.

 3. Festeggiamenti del Santissimo Crocifisso a Ficarazzi

Al via i Festeggiamenti in onore del Santissimo Crocifisso a Ficarazzi. Si inizia con il Triduo che si svolgerà dall’11 al 13 settembre con il santo Rosario e alle 18 la Santa Messa. Il 14 settembre concelebreranno i sacerdoti della comunità ficarazzese e presiederà il nuovo parroco di San Girolamo, don Rosario Di Lorenzo. Nell’occasione noi della Confraternita del Santissimo Crocifisso riprenderà qualche tradizione come quella di esporre sui balconi le lenzuola e l’accensione delle luminarie al passaggio della processione del Crocifisso.

AGENDA DEGLI APPUNTAMENTI

1. Giornata per la custodia del creato a Palermo

In occasione della XIV Giornata per la custodia del creato, avranno luogo due incontri di riflessione sull’enciclica “Laudato si”, di Papa Francesco: “Noi siamo terra” che si svolgeranno nei locali della Parrocchia di “San Giovanni Bosco”, in via Messina Marine 259 a Palermo.

“L’occasione sarà propizia – dice il parroco, don Giuseppe Calderone – per approfondire le urgenti tematiche ambientali secondo il magistero di Papa Francesco. Saremo aiutai da don Sergio Ciresi, vice direttore della Caritas diocesana che insieme ai relatori, moderatori e partner rifletteranno sulla importante problematica”.

Il primo incontro si terrà lunedì 9 settembre 2019, ore 18.30 sul tema: “Quello che sta accadendo alla nostra Casa Comune” (LS 23-32). Interverranno don Sergio Ciresi, suor Gabriella Voza, prof. Giuseppe Notarstefano. Modera e coordina il diac. Pino Grasso.

Il secondo incontro avrà luogo venerdì 20 settembre 2019, ore 19.30 sul tema: “Alcune linee di Orientamento e di Azione” (LS 164-201). Intervengono don Sergio Ciresi, suor Gabriella Voza, don Benedetto Genualdi, don Vito Impellizzeri. Modera e coordina il prof. Michelangelo Nasca.

In tali occasioni sempre presso la parrocchia è possibile visitare la mostra d’arte e la mostra fotografica allestite fino al 21 settembre sul tema proposto dalla Conferenza Episcopale Italiana “Custodiamo la biodiversità”.

 2. Sul Tgweb si parla del Museo intitolato a padre Puglisi

Inaugurato a Godrano un Museo intitolato a don Pino Puglisi, a Monte Pellegrino la Festa di Santa Rosalia, Sacro e profano si intersecano ad Altavilla per i festeggiamenti in onore della Madonna della Milicia. Sono alcuni dei servizi che questa settimana, propone il Tgweb dell’Arcidiocesi di Palermo, il magazine, ideato e realizzato dall’Ufficio per le Comunicazioni Sociali, con la collaborazione dei Servizi informatici che viene postato il sabato sul sulla pagina Facebook dell’Arcidiocesi e sul sito dell’Arcidiocesi.

 

I CHIAROSCURI di Giuseppe Savagnone

1. Dal Conte 1 al Conte 2 tra miraggi e realtà

La narrazione di una crisi

Nell’intervista di Salvini, pubblicata in prima pagina da «Libero» (4 settembre), il giorno in cui veniva annunciata la formazione del nuovo governo, l’ormai ex vice-premer si attribuiva come unico errore quello di essersi fidato della democrazia italiana e dei 5stelle.

Alla prima, addebitava il fatto che, per la soluzione della crisi, invece dei sondaggi fossero stati decisivi i gruppi parlamentari.

Ai secondi rimproverava di aver voluto formare un governo con il Pd. «Grillini servi, venduti. Ho sottovalutato la loro fame di poltrone. Invece io ho valori e dignità, gli italiani sono con me, tornerò».

È una narrazione ampiamente condivisa sui social, che traboccano di insulti e maledizioni nei confronti dei pentastellati e di Conte, definiti «traditori» e «affamati di poltrone». Anche la discussione sui ministri del Conte 2 viene bollata come un «mercato delle vacche», indegno di una vera democrazia.

 

I fatti

Come fra poco spiegherò, non sono particolarmente entusiasta del governo che è appena nato.

Ma chiedo alle persone intellettualmente oneste – grazie a Dio ce ne sono ancora! – se questo modo di presentare la crisi del Conte 1 sia compatibile col rispetto della verità (che è cosa molto diversa dal quotidiano che porta questo nome).

Perché quello che qui è messo del tutto in secondo piano è il dato semplice, innegabile, indistruttibile, che è stato Salvini a decidere, a freddo, con sorpresa e sgomento dei suoi ingenui alleati e dello stesso premier, di metter fine all’esperienza di quel governo, dopo aver continuamente ripetuto che le sarebbe rimasto fedele fino alla scadenza dei cinque anni.

«La mia parola è sacra», aveva aggiunto una di queste volte, per sottolineare la solennità del suo impegno. Poi… la scelta di rompere, contraria al giuramento. Adducendo un motivo – i “troppi no” detti dai suoi alleati – che suonava palesemente infondato, all’indomani di una serie ininterrotta di rese da parte loro.

 

Chi è che ha tradito?

Insomma, è come se Renzi, all’indomani della pugnalata alla schiena inferta a Letta dopo il famoso «Enrico, stai sereno», lo avesse accusato di tradimento…

Dove la “colpa” dei grillini, gettati a mare di punto in bianco quando pensavano di aver fatto tutte le concessioni possibili all’alleato (le frottole sul “complotto” ordito da Pd e 5stelle, oltre ad essere prive di qualunque prova, cozzano in modo evidente col fatto che Di Maio, se avesse voluto rompere con la Lega, avrebbe messo fine al governo prima e non dopo l’approvazione della Tav) è stata solo quella di cercare di nuotare per non affogare, come il progetto di Salvini cinicamente prevedeva, e la «fame di poltrone» dei suoi rappresentanti è consistita nel rifiuto di cederle agli uomini della Lega, che speravano di sedercisi al posto loro, interrompendo la legislatura quasi quattro anni prima del suo termine fisiologico.

 

I valori di Salvini

Suona difficile da digerire, a questo punto, l’autocertificazione di Salvini: «Invece io ho valori e dignità».

Tra questi valori evidentemente non ci sono la fedeltà alla parola data e l’onestà intellettuale nel riconoscere le proprie responsabilità politiche e morali.

Ma quello che mi preoccupa di più è che ci siano milioni di persone sane di mente che, contro ogni evidenza (i fatti sono stati pubblici e innegabili) condividono questo resoconto e, contro il nuovo governo, gridano indignati al «tradimento».

La realtà non conta più? La post-verità ha veramente il potere di capovolgere ciò che è stato, ciò che è, trasformandolo nel suo contrario?

 

Verità e illusione nel bilancio del Conte 1

Così è andata, del resto, nei confronti del “governo del cambiamento”, apprezzatissimo, fino alla fine, da più della metà degli italiani, e che, al di là delle ricorrenti sceneggiate, finalizzate a mostrare il pugno di ferro del ministro degli Interni nei confronti dei migranti, e dei fieri proclami contro i “poteri forti” dell’Europa, lascia un Paese in ginocchio, che si sta riprendendo a poco a poco solo dopo la fine di quel governo.

I migranti in arrivo hanno continuato a entrare, con “sbarchi fantasma”; neppure uno di quelli clandestini già presenti è stato rimpatriato; i due decreti sicurezza hanno solo distrutto i pochi canali che permettevano una loro sana integrazione, aumentando di molto i rischi di comportamenti aggressivi e criminali.

 

Il rapporto con l’Europa

Quanto all’Europa, la giusta esigenza di una maggiore condivisione da parte sua dei nostri problemi è stata interpretata, ancora una volta, in chiave meramente spettacolare.

Il nostro ministro degli Interni ha sistematicamente disertato le frequenti riunioni fatte dai suoi omologhi europei per regolare la questione delle migrazioni, preferendo piuttosto impiegare quel tempo a girare per le piazze facendo comizi in cui gridare che «l’Europa ci deve ascoltare!».

Le continue aggressioni verbali dei due vice-premier nei confronti dei vertici europei – dati erroneamente per spacciati in vista di un trionfo elettorale del sovranismo che poi non c’è stato – hanno soltanto isolato l’Italia la quale, mentre i suddetti vice-premier si vantavano di aver fatto sì che finalmente «rialzasse la testa», in realtà ha perduto i posti di prestigio e di peso politico che aveva avuto fino a poco prima e si è trovata ai margini di un sistema da cui però, contraddittoriamente, ha continuato a dipendere totalmente.

 

Altro che «boom»!

Per non parlare dell’economia, che, a dispetto delle trionfali previsioni del premier – «sarà un anno bellissimo!», aveva detto – e di Di Maio, che aveva annunciato la possibilità di «un boom economico, come negli anni sessanta», ha rallentato ulteriormente rispetto al già misero tasso di crescita registrato sotto i governi precedenti, confermando le unanimi stime al ribasso degli esperti (i «professoroni» e i «giornaloni» tanto disprezzati dai leader populisti).

Per non parlare dell’aspetto finanziario, con lo spread, risalito vertiginosamente dopo che nel recente passato si era stabilizzato.

Anche la sola misura veramente opportuna varata in nome del “cambiamento” – l’abolizione dei vitalizi – si è rivelata per quello che era: un gesto simbolico, significativo, ma del tutto inadeguato a migliorare le finanze del Paese.

In questo contesto, le due riforme vantate dal governo come effettivamente incidenti a livello sociale – il reddito di cittadinanza e le pensioni a quota cento – hanno sicuramente avuto un effetto positivo immediato su quella parte della popolazione che ne ha fruito, ma hanno avuto l’effetto di sottrarre le poche risorse disponibili a investimenti produttivi che avrebbero potuto favorire l’occupazione, soprattutto quella giovanile, e si sono rivelate un modo di far pagare il prezzo della crisi ai figli invece che ai padri.

 

L’incapacità di auto-critica

Questo è il Paese che il nuovo governo Conte 2 eredita dal Conte 1. Con l’aggravante che una parte di ministri e lo stesso premier si dicono felici del «buon lavoro» che hanno fatto finora!

È questa incapacità di autocritica che getta un’ombra sinistra sul futuro di questo esecutivo.

Tremo al pensiero che Di Maio, protagonista di alcune tra le più clamorose gaffe nei confronti degli altri Paesi europei – vi ricordate quando andò a Parigi a creare un’intesa cordiale col capo dell’ala più violenta dei gilets jaunes, dando luogo a un serio incidente diplomatico, a stento sanato dalla nostra diplomazia? – sia il nuovo ministro degli esteri.

 

Che ruolo deve avere il Parlamento?

E constato con ancora maggiore preoccupazione che i 5stelle ribadiscono ad ogni occasione (lo hanno appena fatto in questi giorni) la loro idea secondo cui la vera democrazia sarebbe garantita dai settantamila iscritti della piattaforma Rousseau e non dai rappresentanti parlamentari di milioni di italiani che li hanno eletti.

Un misconoscimento del principio di fondo della nostra democrazia, che spiega come mai la sconfitta dell’autoritarismo salviniano sia stata frutto solo di un clamoroso autogol dello stesso Salvini, mentre quella dell’analogo tentativo di Boris Johnson, in Gran Bretagna, sia stata determinata dalla rivolta del Parlamento.

 

Un programma che consente di sperare

Un po’ di speranza viene dai 29 punti del programma di governo, inevitabilmente vaghi, ma in complesso ispirati a una logica di apertura – verso l’Europa, verso gli altri continenti – e allo sforzo di conciliare le esigenze di rilancio dell’economia con quelle della giustizia sociale e della sostenibilità ambientale.

Il peggio del “contratto” sembra finalmente scartato. È, insomma, un programma che, comunque, consente di sperare. Ma è troppo presto, evidentemente, per fare previsioni attendibili.

 

La vera priorità

A essere decisivo, però, al di là delle scelte del nuovo governo, sarà l’atteggiamento dei cittadini. Il clima da cui proveniamo ha prodotto, a livello popolare, consensi e dissensi più frutto di miraggi che di onesta considerazione della realtà.

È su questo terreno che è urgente una radicale discontinuità. Sarebbe triste che il Conte 2 venisse apprezzato o contestato sulla base di proiezioni illusorie, come è avvenuto col Conte 1.

L’Italia ha un disperato bisogno di un’opinione pubblica informata e dotata di senso critico. È questa la vera priorità. Le divergenze di opinioni ci saranno sempre, legittime e feconde, ma purché si sviluppino a partire dai fatti e non dagli slogan. È a questo, da oggi, che tutti – governo e cittadini – dobbiamo lavorare.