Esperienza missionaria nel sud dell’Albania

Tag:, ,
Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

In cammino! Con poche certezze e un grande desiderio nel cuore: incontrare e farsi incontrare dall’Albania, accogliere e farsi accogliere da una terra e dal suo popolo che sono già un po’ anche la terra e il popolo di un gruppo di persone che per due settimane, dall’1 al 17 agosto 2019, ha inteso condividere passioni, fragilità, relazioni, talenti, esperienze di fede: insomma la vita. Un gruppo che non si è scelto, ma si è scoperto strada facendo, e già questo è un primo grande dono di un viaggio che è già iniziato nel cuore di ognuno; un desiderio che ha fatto breccia come una brezza leggera ed è stato custodito, alimentato, curato in questi mesi di preparazione.

Una ventina di persone, di età, generi, stati di vita differenti. Anche di provenienze diverse; perché un’altra caratteristica di questa esperienza è il fatto di ‘mettere insieme’: Caritas Diocesana di Palermo, Ufficio Missionario di Palermo, Pastorale Giovanile di Palermo, con le Chiese Sorelle delle Diocesi di Agrigento, Cefalù e Catania. Per alcuni è una prima volta, per altri un ritorno in un Paese dal quale in fondo non sono mai del tutto andati via. Perché, come potrebbero dire i tanti che in questi anni sono passati da queste parti, da ogni latitudine dell’Italia – famiglie, gruppi giovanili, laici, sacerdoti, suore, diaconi – questo Paese vicino eppure ancora per certi versi lontano, bellissimo e tutto da scoprire, così accogliente e ricco di gente capace di condividere il poco che ha, ti lega a sé in maniera lieve e salda al tempo stesso.

Parte dell’esperienza missionaria è “l’immersione” nei villaggi rurali del Devoll, nel sud dell’Albania, vicino ai confini della Grecia e della Macedonia, per incontrare e coinvolgere famiglie, bambini e ragazzi, insieme ai laici e ai religiosi del posto che sono una presenza formidabile. Ad accogliere i missionari, le Sorelle Francescane del Vangelo presenti da più di venti anni a Bilisth, compagne tenaci e appassionate anche nei momenti più duri. Non solo Bilisht, centro di questa avventura: anche Lushnye, Trestenik, Vidove, Pilur, Cipan, Korce sono i tasselli che compongono il mosaico del gioioso incontro con i fratelli albanesi. Luoghi di un tempo favorevole nel quale scoprirsi piccoli tra i più piccoli, a servizio dei bambini disabili, con l’aiuto di alcune fisioterapiste che portano in dono le proprie competenze; affidandoci reciprocamente gli uni agli altri, coabitando insieme per una settimana; conducendo i bimbi a mare, e per loro sarà la prima volta, e facendoci condurre da loro… dai più piccoli tra i piccoli qui in Albania… chissà dove ci porteranno…

Gran finale a Scutari, sulle tracce dei missionari martiri albanesi, che hanno amato e difeso le ragioni di Dio e degli uomini – che in fondo sono le stesse – nell’inferno della dittatura che sino agli anni Novanta ha tentato brutalmente di annientare Dio per annientare l’uomo: missione fallita, come dimostreranno i tanti testimoni che incontreremo; testimoni anche di un fecondo e profetico dialogo, in questa porzione d’Europa, tra cattolici, ortodossi e musulmani. Il tutto dentro il solco profondo e fertile della collaborazione tra le Chiese sorelle di Sicilia e quella del Sud dell’Albania i cui segni tenteremo, una volta tornati, di leggere e trasformare in nuove strade da percorrere, in nuove rotte con cui interpretare la sfida che sta nel cuore di tutta la Chiesa, la quale conferma se stessa dentro la fraterna e operosa adesione alla sua vocazione missionaria, urgenza entusiasmante e necessaria della vita di ogni credente e di ogni comunità.