Giornata del Migrante e del rifugiato

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IN QUESTO NUMERO

 

IN PRIMO PIANO

  • Giornata del Migrante e del rifugiato

 NOTIZIE DIOCESIPA

  • Le attività della Pastorale familiare per l’anno pastorale
  • Pellegrinaggio al Santuario diocesano di Santa Rosalia

NOTIZIE DALLE PARROCCHIE E DALLE ASSOCIAZIONI

  • Progetto “Zainetti con Mary’s Meals”
  • Movimento dei Focolari di Palermo e Missione Speranza e Carità per l’Amazzonia

 AGENDA DEGLI APPUNTAMENTI

  • La Chiesa e la biodiversità, otto giorni di riflessioni
  • La Settimana liturgica a Messina
  • Il Tgweb torna a settembre

 I CHIAROSCURI di Giuseppe Savagnone

  • Una trionfale carriera Il Tgweb torna a settembre

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IN PRIMO PIANO

1. Giornata del Migrante e del rifugiato

Nel messaggio per la 105 Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2019, che si celebrerà il prossimo 29 settembre, Papa Francesco fa una foto realistica delle situazioni di in giustizie e discriminazioni a livello globale che ricadono sempre sui più poveri. A livello planetario si verifica una crescita dell’individualismo e dell’indifferenza sempre più globalizzata.

“La presenza dei migranti e dei rifugiati – come, in generale, delle persone vulnerabili – rappresenta oggi un invito a recuperare alcune dimensioni essenziali della nostra esistenza cristiana e della nostra umanità, che rischiano di assopirsi in un tenore di vita ricco di comodità. Ecco perché “non si tratta solo di migranti”, vale a dire: interessandoci di loro ci interessiamo anche di noi, di tutti; prendendoci cura di loro, cresciamo tutti; ascoltando loro, diamo voce anche a quella parte di noi che forse teniamo nascosta perché oggi non è ben vista”.

Il richiamo alla presenza del Signore risorto, scaccia ogni timore. Non avere paura di fronte al migrante, al diverso per cultura, lingua, appartenenza etnica o religione è un richiamo concreto.  Anche la compassione da tirar fuori dinanzi ai tanti che sono nel bisogno. L’audacia di chi sa prendere l’iniziativa senza paura, andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi. Non si tratta di pensare ai migranti, contrapponendoli agli italiani. Si tratta di tutta la persona, di tutte le persone ed in particolare di più poveri, dei disagiati.  La missione della Chiesa verso tutti gli abitanti delle periferie esistenziali, che devono essere accolti, protetti, promossi e integrati

“Non è in gioco solo la causa dei migranti, non è solo di loro che si tratta, ma di tutti noi, del presente e del futuro della famiglia umana. I migranti, e specialmente quelli più vulnerabili, ci aiutano a leggere i “segni dei tempi”. Attraverso di loro il Signore ci chiama a una conversione, a liberarci dagli esclusivismi, dall’indifferenza e dalla cultura dello scarto. Attraverso di loro il Signore ci invita a riappropriarci della nostra vita cristiana nella sua interezza e a contribuire, ciascuno secondo la propria vocazione, alla costruzione di un mondo sempre più rispondente al progetto di Dio”.

“Per sostenere le iniziative della C.E.I. – dicono il dott. Mario Affronti e p. Sergio Natoli omi – domenica 29 settembre la raccolta imperata delle offerte dei fedeli vanno trasmesse alla Fondazione Migrantes tramite la cassa della Diocesi. Ci auguriamo che il numero della Parrocchie che esprimeranno solidarietà, oltre che con la preghiera anche con la carità, passi dalle unità alle decine.  In nota trovate anche il link per scaricare il messaggio integrale di Papa Francesco. Il Signore premia la generosità dei suoi fedeli”.

NOTIZIE DIOCESIPA

1. Le attività della Pastorale familiare per l’anno pastorale

All’interno del nuovo sito www.pastoralefamiliare.arcidiocesi.palermo.it è stato pubblicato il depliant informativo che sintetizza le principali attività dell’ufficio di pastorale familiare, che andiamo di seguito a descrivere. Di tale documento è in corso una distribuzione cartacea curata dalle coppie responsabili dei vicariati che in queste settimane stanno incontrando personalmente i parroci per la presentazione e le opportune spiegazioni.

All’interno del depliant sono presentate pertanto le seguenti attività: gli itinerari annuali diocesani di preparazione remota al matrimonio “La bottega dell’orefice – Fidanzati” e “Verso Cana”, i percorsi di accompagnamento agli sposi “Coppie in Comunione”, “La bottega dell’orefice – Sposi” e “Sosta a Cana”, il corso di formazione per gli operatori parrocchiali di pastorale familiare (per info e iscrizioni a breve si troveranno indicazioni sul sito), le date degli incontri in Cattedrale del nostro Arcivescovo coi nubendi, le varie esperienze che si occupano di coppie in difficoltà “Il pozzo di Sicar”, “Comunità Emmanuel”, “Santa Maria di Cana” e “Sposi per sempre” e infine i contatti di tutti i membri dell’ufficio.

Inoltre – sempre all’interno – viene anticipata l’organizzazione (sede e contatti) del “Servizio diocesano di informazione, consiglio e mediazione” che prenderà il via il prossimo autunno, e su cui si focalizzerà al momento opportuno una promozione ad hoc dell’evento.

http://www.pastoralefamiliare.arcidiocesi.palermo.it/2019/08/29/depliant-attivita-pastorale-familiare/

2. Pellegrinaggio al Santuario diocesano di Santa Rosalia

“Sul monte Pellegrino ascendi verso la città celeste” è lo slogan dell’Azione Cattolica in occasione del Pellegrinaggio al Santuario diocesano di Santa Rosalia del prossimo 3 settembre 2019. Il raduno è fissato per le ore 20, l’inizio del pellegrinaggio alle 20.30 e la celebrazione Eucaristica che sarà presieduta dall’Arcivescovo, mons. Corrado Lorefice alle 23.30.

 

NOTIZIE DALLE PARROCCHIE E DALLE ASSOCIAZIONI

1. Progetto “Zainetti con Mary’s Meals”

La Parrocchia di San Giovanni Bosco insieme a qualche altra Parrocchia della diocesi, alcuni parroci, religiosi e famiglie stanno sostenendo per Palermo e Provincia Il Progetto “Zainetti con Mary’s Meals”.

“Attraverso questa l’Associazione Mary’s Meals – spiega don Giuseppe Calderone – invieremo nei paesi più poveri dell’Africa uno zainetto per un bambino contenente un kit per la scuola. (e se vi fossero casi particolari di disagio anche nei quartieri della nostra Città). Tutti abbiamo uno zainetto seminuovo in disuso e in tante famiglie ogni anno o due si aggiorna il guardaroba scolastico dei nostri bambini e ragazzi. Spero che questo appello, semplice e concreto, veda la risposta e il coinvolgimento  di tanti perché tutti abbiamo qualcosa da “donare”.

Chi desidera aderire al progetto potrà donare gli zainetti dal 1 settembre al 20 ottobre 2019.

“Non preoccupatevi di come fare a spedire gli zainetti – aggiunge don Calderone – pensiamo per adesso a diffondere l’invito e a preparare gli zainetti. La Provvidenza, come già avvenuto nei due anni trascorsi ci darà una mano a far recapitare gli zainetti a Roma per la spedizione aerea in Malawi”.

Info: Parrocchia S. Giovanni Bosco, via Messina Marine 259 – Palermo. Tel. 091 476880 – https://www.marysmeals.it/

 

  1. Movimento dei Focolari di Palermo e Missione Speranza e Carità per l’Amazzonia

“Ci stringiamo uniti alle Sue preghiere, ma anche alla richiesta di impegno concreto che il Santo Padre ci sollecita”. Il Movimento dei Focolari di Palermo e la Missione Speranza e Carità si uniscono all’appello accorato e preoccupato di Papa Francesco per il dramma dell’Amazzonia che ieri all’Angelus ha così dichiarato: “Siamo tutti preoccupati per i vasti incendi che si sono sviluppati in Amazzonia. Preghiamo perché, con l’impegno di tutti, siano domati al più presto. Quel polmone di foreste è vitale per il nostro pianeta”.

AGENDA DEGLI APPUNTAMENTI

1. La Chiesa e la biodiversità, otto giorni di riflessioni

«Coltivare la biodiversità» sarà il tema conduttore della XIV Giornata nazionale per la custodia del Creato, che quest’anno sarà ospitata dalla Diocesi di Cefalù da domenica 1 a domenica 8 settembre. Una settimana di incontri, convegni e manifestazioni per riflettere, partendo dall’Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco e dal messaggio dei vescovi italiani in occasione della giornata, sul rapporto tra l’uomo e la creazione e sulla conoscenza della biodiversità come bene da coltivare e custodire.

L’appuntamento si inaugura domenica al Santuario Maria Santissima di Gibilmanna e si concluderà la domenica successiva nella Basilica Cattedrale di Cefalù, con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Cefalù, monsignor Giuseppe Marciante. Quattro gli eventi previsti: sabato 31, a Campofelice di Roccella, «Nella notte… laudato si’, contemplare il Creato con le parole di Papa Francesco». Lunedì 2 a Gangi si terrà il convegno «Il ruolo della Biodiversità nel processo di globalizzazione del settore agroalimentare». Mercoledì 4 a Valledolmo altro convegno: «Salute e benessere alimentari. Nuove e antiche colture nella dieta mediterranea». Ci sarà pure la manifestazione «Valigie di Cartone» a Gibilmanna il 7 settembre.

Evento centrale della Giornata nazionale, il 6 e 7 settembre: il XIV Forum dell’Informazione cattolica per la custodia del Creato, dal titolo «Quante sono le tue opere Signore. Coltivare la biodiversità», dove si affronterà il rapporto tra ambiente, giovani e lavoro. Un’occasione per discutere della biodiversità e degli ecosistemi a rischio, della biodiversità come risorsa, della sensibilità giovanile e l’impegno per le tematiche ambientali con esperti del settore, imprenditori e giovani che porteranno la propria esperienza. Il Forum si articolerà in due giornate. Durante la prima si parlerà della funzione vitale della biodiversità, a partire dai suoi fondamenti biblici con un focus sulla preziosa biodiversità del territorio delle Madonie.

La seconda giornata invece si focalizzerà sull’impegno e la sensibilità delle nuove generazioni sulle tematiche ambientaliste e sulla salvaguardia del creato, con una riflessione sul fenomeno Greta Thunberg, l’impegno nel mondo del volontariato e sulle opportunità dei cosiddetti green jobs come prospettiva lavorativa giovanile in campo ambientale, con testimonianze dirette dal territorio.

Il Forum consentirà ai giornalisti presenti, iscritti sulla piattaforma Sigef, l’acquisizione di crediti per la formazione professionale obbligatoria. Domenica 8 settembre, prima della santa messa nella basilica di Cefalù, è prevista la visita guidata alla stessa cattedrale e al Museo diocesano.

«La perdita di biodiversità è una delle espressioni più gravi della crisi socio-ambientale». E anche il nostro Paese «è esposto ad essa: con dinamiche che interessano sia il mondo vegetale che quello animale, depotenziando la bellezza e la sostenibilità delle nostre terre e rendendole meno vivibili». Questo il messaggio dei vescovi sulla «realtà fragile e preziosa della biodiversità»: è urgente, si legge nel testo, contrastare «con politiche efficaci e stili di vita sostenibili quei fenomeni che minacciano la biodiversità su scala globale, a partire dal mutamento climatico». Secondo i vescovi, è «importante favorire le pratiche di coltivazione realizzate secondo lo spirito con cui il monachesimo ha reso possibile la fertilità della terra senza modificarne l’equilibrio» e «utilizzare nuove tecnologie orientate a valorizzare, per quanto possibile, il biologico».

2. La Settimana liturgica a Messina

“Poter coniugare vita liturgica e vita di santità cristiana credo che sia fondamentale. L’azione liturgica è sorgente di santità, però dobbiamo anche accostarla con animo buono e disponibile a essere santi”. Ad affermarlo mons. Mario Meini, vescovo di Fiesole e vice presidente della Conferenza episcopale italiana, nell’ambito della Settimana liturgica, in corso di svolgimento a Messina e giunta alla 70a edizione.

Il presule incoraggia tutti i partecipanti all’iniziativa a custodire il legame tra le celebrazioni e la vita e, riferendo le parole di Papa Francesco, a “cucire” sempre di più la vita liturgica con una vita santa. “È necessario ‘cucire’ sempre più la celebrazione e la vita. A quel che celebriamo nei misteri corrisponda l’impegno a una vita santa proprio perché nei misteri il Signore ce ne dà la forza”. E’ seguita la celebrazione Eucaristica e durante l’omelia ha detto: “Poco vale – ha rimarcato Meini – una perfetta geometria dei movimenti celebrativi o la cura dei vari elementi liturgici, se a tutto ciò non corrisponde un profondo rinnovamento interiore”.

Alla Settimana liturgica sono presenti oltre 500 delegati provenienti da tutta Italia. Dom Ildebrando Scicolone, abate emerito di San Martino delle Scale ha svolto una relazione su “L’Iniziazione cristiana: chiamata fondamentale alla santità” e si è soffermato sulla necessità di recuperare la comprensione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana a partire dal loro ordine teologico, ovvero Battesimo –Confermazione – Eucaristia, al fine di riscoprire la santità non come conquista umana, ma come dono di Dio da alimentare perché si sviluppi sino alla sua pienezza.

 3. Il Tgweb torna a settembre

Dopo la pausa di agosto, il Tgweb dell’Arcidiocesi di Palermo ritornerà a settembre con nuovi servizi filmati e inchieste. Coloro che avessero perduto qualche trasmissione del magazine, ideato e realizzato dall’Ufficio per le Comunicazioni Sociali, potranno visionare le puntate precedenti collegandosi al seguente sito: https://www.youtube.com/user/tgwebdiocesipa

I CHIAROSCURI di Giuseppe Savagnone

1. Una trionfale carriera

Devo dirlo: non sono mai stato un estimatore del prof. Giuseppe Conte. Non avevo mai sentito parlare di lui come studioso e docente (e non credo di essere l’unico), ma l’ho visto in azione da quando è apparso sulla scena politica del nostro Paese.

Ho appreso con stupore – ma ormai ci sono abituato – dell’entusiasmo collettivo suscitato prima dalla sua lettera a Salvini e poi dal suo discorso in Senato, quando – non per sua scelta – ha dovuto dare le dimissioni. L’ho ritrovato al centro dell’attenzione, come una star, quando è uscito dallo studio del presidente della Repubblica.

Ma anche allora, mentre ascoltavo la sua dichiarazione, non ho potuto fare a meno di ripercorre col pensiero la storia di silenzi, di compromessi, di solidarietà che hanno scandito la sua rapida carriera di uomo pubblico, tanto più breve e trionfale quanto, a mio avviso, ingiustificata.

Tra il Gatto e la Volpe

Fin dall’inizio, quando, nello scontro frontale sulla nomina dal ministro Savona, lasciò decidere – lui, già presidente incaricato – ai due capi-partito che lo avevano coinvolto, senza dire una parola. Già allora si mostrò per quello che era e sarebbe stato: una semplice comparsa al cospetto dei due veri padroni della scena politica.

Se il paragone non suona offensivo, una specie di Pinocchio preso in mezzo tra il Gatto e la Volpe.

Al termine di questa parabola stanno le parole del suo vice premier Salvini quando, in una dichiarazione pubblica rilasciata poco prima della crisi del governo, ha detto che l’opinione del suo premier (appunto, Conte) gli interessava meno di zero.

Un silenzio assordante

Così, mentre al Viminale si faceva il bello e il cattivo tempo come se il ministero dell’Interno fosse la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Conte si è limitato quasi sempre a firmare quello che Salvini aveva deciso: condono fiscale, decreto sicurezza, decreto sicurezza bis…

Sposando senza riserve la politica dei “porti chiusi”, al punto di autodenunciarsi per esprimere la sua solidarietà a Salvini sul caso «Diciotti», che aveva visto la magistratura procedere per sequestro di persona davanti al caso paradossale di 177 persone, salvate dall’annegamento, bloccate nel porto di Catania per giorni – si badi bene! – non su una nave delle contestate Ong, ma su una nave della marina militare italiana!

Fin quando il leader leghista non ha ritenuto perfino questa umiliante accondiscendenza un fastidioso ostacolo, e ha deciso di rimuoverlo con una brusca rottura, in barba ai ripetuti giuramenti di fedeltà ribaditi per mesi, sfiduciando il premier.

In Sicilia si dice, del marito tradito: «Curnutu e vastuniatu». Solo allora – quando ormai «la frittata era fatta» – Conte si è ricordato di tutto quello che aveva subito e lo ha rinfacciato puntigliosamente al suo aguzzino.

Il prezzo

Come spiegare questo comportamento avvilente? Masochismo? Vocazione al martirio? Timidezza? Attaccamento al posto? O, nella migliore delle ipotesi, maldestro tentativo di compensare, con la propria discrezione, la litigiosità dei due partiti al governo?

Non ho una risposta. Di certo, il prezzo che Conte ha pagato – rinunziando a far valere la dignità di una funzione, quella di presidente del Consiglio, che, secondo la nostra Costituzione, è fondamentale per le sorti del Paese – è stato pagato in realtà non da lui, ma da tutti gli italiani.

Il merito di Conte

È vero, un merito – e non piccolo – l’ha avuto: quello di fare da mediatore sia tra i due rissosi vice-premier quasi sempre in disaccordo, sia tra loro e i vertici dell’Unione Europea.

Compito, soprattutto il secondo, reso molto difficile dalle continue gaffe di Di Maio e di Salvini, impegnati a mostrare i muscoli ai propri rispettivi elettori, per dimostrare che col “governo del cambiamento” l’Italia stava finalmente «rialzando la testa», ma di fatto incapaci di valutare gli enormi danni che proprio al prestigio e agli interessi dell’Italia derivavano da questi baldanzosi quanto fatui proclami.

Conte ha avuto il compito di andare ogni volta a Bruxelles a chiedere scusa e a negoziare su basi più realistiche, pur non riuscendo a evitare un declassamento che ha visto l’Italia ormai priva dei ruoli di prestigio a cui era stata finora abituata.

Da qui, in ogni caso, gli è venuto quell’apprezzamento a livello internazionale che molto sta giocando nella sua riconferma a premier (incaricato) e di cui anche a livello finanziario (calo dello spread, rialzo della borsa) stiamo misurando gli effetti positivi.

Il male minore

Il bello è che anche in Italia, al di là del grande successo sui social, anche tra i critici più estremi c’è chi spera nella riuscita del suo tentativo di formare un governo, perché vede in questa soluzione il male minore.

È il caso di tutti coloro – me compreso – che, a torto o ragione, sono convinti che, se si arrivasse a alle elezioni e Salvini diventasse premier, le sue tendenze autoritarie e prevaricatrici, già ampiamente emerse durante la sua esperienza di semplice ministro, raggiungerebbero un acme senza limiti e senza ritorno.

Finora chi è stato veramente aggrappato in modo viscerale alla “poltrona” come simbolo di potere è stato proprio lui, che passa il tempo ad accusare di questo tutti gli altri.

E l’aveva abbandonata per un istante solo allo scopo di averne una più importante, con «pieni poteri». Sì, meglio Pinocchio che la Volpe arrogante e con delirio di onnipotenza…

Meglio un programma decente che uno indecente

E poi, secondo il romanzo di Collodi, Pinocchio alla fine, dopo un sacco di errori e di vicissitudini poco onorevoli, anzi proprio attraverso di esse, diventa un uomo, un “bambino vero”.

Pensavo a questo, mentre ascoltavo l’ambizioso discorso programmatico del presidente incaricato all’uscita dallo studio di Mattarella.

Quello che si delineava era un Paese in cui l’istruzione sia di qualità e aperta a tutti, un Paese all’avanguardia nella ricerca e nelle più sofisticate tecnologie, che primeggi, a livello internazionale, nella tutela dell’ambiente, della protezione delle bio-diversità e dei mari, che abbia infrastrutture sicure e reti efficienti, che si alimenti prevalentemente con le energie rinnovabili, che valorizzi i beni comuni e il patrimonio artistico e culturale, che integri stabilmente nella propria agenda politica il Benessere equo e sostenibile, un Paese che rimuova le diseguaglianze di ogni tipo: sociali, territoriali, di genere; che sia un modello di riferimento, a livello internazionale, nella protezione delle persone con disabilità; che non lasci che le proprie energie giovanili si disperdano fuori dei confini nazionali, ma un Paese che sia anzi fortemente attraente per i giovani che risiedono all’estero; che veda un Mezzogiorno finalmente rigoglioso di tutte le sue ricchezze umane, naturali, culturali; un Paese nel quale la Pubblica Amministrazione non sia permeabile alla corruzione e sia amica dei cittadini e delle imprese; con una giustizia più equa ed efficiente; dove le tasse le paghino tutti, ma proprio tutti, ma le paghino meno».

Troppo? Sì, troppo, per essere realizzato

Ma sempre meglio del rozzo «Prima gli italiani» a cui ci eravamo abituati e che temevamo dovesse essere il filo conduttore di questa legislatura. Se c’è una dimensione di utopia (ma quale programma non ce l’ha?), almeno di questa non dobbiamo vergognarci. Anzi, dopo tanto buio, in questi punti possiamo finalmente riconoscerci.

Anche Pinocchio può cambiare

Nel suo discorso Conte si è perfino spinto a proporre una prospettiva culturale di fondo: «Molto spesso negli interventi pubblici pronunciati ho evocato la forma di un nuovo umanesimo: non ho mai pensato fosse lo slogan di un governo, ma un orizzonte ideale per il Paese».

No, non credo proprio che sarà questo governo a inaugurare un nuovo umanesimo. Ma apprezzo la consapevolezza che qui si tratta non solo di fare questa o quella “cosa”, ma di cambiare una cultura.

Nell’insistenza del presidente incaricato sulla «novità», rispetto al passato, colgo l’implicita ammissione che in questo momento trionfa – e non solo in Italia – un dis-umanesimo che non è solo vizio della politica, ma è diventato modo di pensare e di vivere diffuso.

Peccato che proprio Conte abbia avallato per più di un anno questa deriva… Ora comunque sembra aver preso coscienza di aver sbagliato. E anche Pinocchio, nel romanzo, ha avuto un’altra occasione per cambiare.