Operatori pastorali a convegno sull’Iniziazione Cristiana

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“In questo nostro convenire chiediamo il dono dello Spirito che ci compagina popolo di Dio che annuncia con gioia il Vangelo che ci è stato donato”. Sono state le parole con le quali l’Arcivescovo, mons. Corrado Lorefice ha aperto i lavori dell’Assemblea pastorale di inizio anno 2018/2019 che si è svolta al teatro Don Orione. All’inizio i presenti hanno formulato gli auguri all’Arcivescovo per il suo 56 compleanno con un gesto significativo di una candelina accesa. Gli auguri gli sono stati offerti a nome dell’assemblea dal seminarista Massimo Schiera.

Il filo conduttore del convegno è stato contrassegnato dalla frase del Santo Padre “Celebrare, accompagnare e testimoniare il grande dono che Dio ha messo nei nostri cuori”, pronunciata in occasione della recente visita pastorale a Palermo per riflettere sui Sacramenti dell’Iniziazione cristiana.

Rosaria Lisi, docente di “Psicologia” allo studio teologico di Catania ha sviluppato il tema: “Giovani, Fede, appartenenza ecclesiale in Italia”. I dati statistici illustrati, pur deficitari in quanto alla presenza dei giovani nella comunità ecclesiale, hanno denotato una pur sensibilità da parte loro che hanno bisogno di fiducia e autenticità per vivere una relazione. Inoltre, la trasmissione della Fede passa attraverso una relazione vera e autentica con l’interlocutore.

Loredana Varveri, docente di “Psicologia” su “Fede e appartenenza ecclesiale nel cammino catechistico a Palermo” nel corso della sua relazione ha descritto una ricerca condotta nella diocesi di Palermo su giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni. È emerso che c’è una forte visione ecclesiocentrica e un ruolo centrale esercitato dalla famiglia d’origine nell’instillare la Fede, oltre ad evidenziare la forza esercitata dal prete, causa di avvicinamento come pure di allontanamento dalla Chiesa.

Ha concluso mons. Paolo Sartor, direttore dell’Ufficio catechistico nazionale che ha parlato su: “L’Iniziazione cristiana in Italia” il quale si è ritrovato su quanto affermato dai precedenti relatori. “Il coinvolgimento personale – ha detto – è fondamentale nella vita del cristiano che ha incontrato Cristo e si mette alla sua sequela, mentre Il catechista deve mettersi al servizio del Signore che chiama e rimane l’unico protagonista”.

La giornata di sabato è dedicata ai laboratori con la restituzione all’assemblea e le conclusioni dell’Arcivescovo.