Studenti dell’Ipia e genitori solidali con i poveri di Bagheria

Tag:, ,
Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

La Caritas, gli alunni del corso di moda dell’Ipia “Salvo D’Acquisto”, e l’associazione dei genitori tutti insieme per aiutare le famiglie povere della città. Lo hanno fatto sabato scorso, nel corso di una manifestazione pubblica durante la quale hanno presentato alla città il laboratorio “Riciclo e riuso con taglio e cucito”, corso base di produzione tessile in cui, seguite dalle studentesse e dagli studenti, dalle docenti esperte e tutor dell’Istituto diretto dalla dirigente scolastica Lucia Bonaffino, e da esperti esterni, appartenenti alle associazioni del “Collegio”. Circa 25 donne del territorio hanno realizzato capi e accessori moda che, insieme ad altri prodotti cosmetici dei laboratori del settore “Benessere” dell’istituto professionale “Salvo D’Acquisto”, sono stati messi in vendita nella manifestazione finale “Una comunità al centro, unita per l’accoglienza e la tutela dl territorio”, per contribuire alla attività benefiche della Caritas cittadina. L’Ipia, è un istituto – polo regionale per la promozione della partecipazione degli studenti e delle loro famiglie che ha costituito una rete di Istituti scolastici di ogni ordine e grado dell’intera Regione, coordinati dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, diretto dal dirigente tecnico, Giorgio Cavadi che hanno condiviso la promozione della partecipazione nella scuola di passi attraverso l’implementazione di processi di rinnovamento delle forme tradizionali legate all’assemblearismo, a favore della nascita di percorsi condivisi scuola – famiglie – tessuto sociale in grado di portare “fuori” le migliori pratiche e la “Mission” istituzionale della scuola ovvero gli apprendimenti e “dentro” i bisogni del territorio per la promozione della cittadinanza attiva. Nel corso della manifestazione è stata raccolta la somma di 190 euro donata alla Caritas cittadina. “Noi volontari della Caritas cittadina abbiamo puntato di più sul riciclo e riuso di oggetti in particolare di pelouche non più utilizzati – afferma la direttrice Mimma Cinà – per dare una nuova vita alle cose come adotta un peluche. Chi ha voluto ha preso gratuitamente gli altri hanno fatto libere offerte”.