Al via il Progetto di inclusione sociale “La Mia Casa”

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Caritas e Città Metropolitana insieme per realizzare il Progetto di inclusione sociale “La mia Casa” presentato presso la sala “Sciascia” di Palazzo Comitini mercoledì e volto al contrasto dell’emarginazione adulta e alla condizione dei senza dimora, a valere sul Fondo Sociale Europeo, programmazione 2014/2020, del Programma Operativo nazionale – “Inclusione e sul Fondo Aiuti Europei agli indigenti”. La Città Metropolitana di Palermo, ha stipulato una Convenzione con la Confraternita “San Giuseppe dei Falegnami “e la Soc. Coop. “La Panormitana”, bracci operativi della Caritas di Palermo, che fino al 31 dicembre 2020, gestiranno le attività. Il Progetto intende, potenziare i servizi esistenti nei territori che hanno manifestato l’interesse a partecipare, e allo stesso tempo promuovere la realizzazione di attività volte al rafforzamento della rete di servizi a bassa soglia e di Pronto Intervento Sociale, per individuare soggetti adulti senza dimora per poterli condurre verso percorsi di autonomia.

“Con questa iniziativa, la Caritas Diocesana intende continuare a richiamare l’attenzione sulla necessità di affrontare la povertà estrema delle persone senza dimora – dichiara il vice direttore della Caritas di Palermo, don Sergio Ciresi – e sull’urgenza di ripensare l’attuale sistema di presa in carico di questi fratelli. Tutto questo prevendendo una pluralità di soluzioni e di modalità di accompagnamento, capaci di corrispondere alla specificità dei bisogni di queste persone troppo spesso relegate alla passività e considerate come “scarto”.

Per il sindaco Leoluca Orlando, il senso di questa operazione è “rendere visibili gli invisibili, e il percorso di visibilità è la via maestra per la sicurezza e questo progetto è la dimostrazione che è possibile collegare procedura e azione nel segno della persona. Le procedure che solitamente vengono utilizzate seguono la logica di trattare i servizi alla persona alla stregua dei servizi reali. Come se accompagnare una persona all’autonomia fosse identico a costruire una scuola. Ma l’ascolto e l’accompagnamento sono le caratteristiche più importanti di questo progetto, nel rispetto della persona e della sua unicità. Le azioni si compiono nella logica dell’ascolto e dell’accompagnamento e le procedure dovrebbero seguire questa stessa logica perché io sono persona e non individuo, noi siamo comunità e non gruppo casta o clan”.

In particolare sarà implementato, a favore di adulti in situazione di marginalità con problematiche socio-sanitarie e dipendenze patologiche, l’approvvigionamento di beni di prima necessità per migliorare il livello di soddisfacimento di bisogni primari (biancheria, kit per l’igiene personale, indumenti, alimenti), sia per garantire livelli dignitosi di vita, sia per favorire una possibilità di aggancio verso percorsi di cura, assicurando anche connessioni con progetti di housing sociale. Questo sarà realizzato attraverso le azioni previste dal progetto presentato: interventi a bassa soglia per la soddisfazione di bisogni immediati, distribuzione di beni di prima necessità, distribuzione di altri beni materiali nell’ambito di progetti personalizzati di accompagnamento all’autonomia e interventi di accompagnamento socio-educativo con particolare riferimento alle esperienze di housing.