ArcidiocesiNews 18 Marzo 2020

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IN QUESTO NUMERO

IN PRIMO PIANO

  • Supplica a Santa Rosalia in Cattedrale dell’Arcivescovo Mons. Corrado Lorefice

NOTIZIE DIOCESIPA

  • L’Arcivescovo invita alla Preghiera in questo tempo di prova
  • A Cuore aperto con voi Giovani. L’altro volto dei giorni del Covid-19

NOTIZIE DALLE PARROCCHIE E DALLE ASSOCIAZIONI

  • Caritas: Diventa volontario #abbiamo bisogno di te
  • La Missione Speranza e carità si adegua alle direttive istituzionali ed ecclesiali
  • Iniziativa Caritas: “Mi prendo cura del mio vicino”
  • Sussidio di preghiera nel tempo della prova
  • Gli Operatori della Casa dei Giovani garantiranno tutti i servizi

AGENDA DEGLI APPUNTAMENTI

  • La Via Crucis su Facebook tutti venerdì di Quaresima con l’Arcivescovo
  • Coronavirus: su Tv2000 gli Esercizi spirituali della Quaresima
  • Sul Tgweb le iniziative in tempo di Coronavirus

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IN PRIMO PIANO

1. Supplica a Santa Rosalia in Cattedrale dell’Arcivescovo Mons. Corrado Lorefice

L’Arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, si recherà da solo nella chiesa Cattedrale, all’interno della Cappella dove sono custodite le reliquie di Santa Rosalia, e da solo si raccoglierà in preghiera invocando l’intercessione e la protezione della Patrona della città di Palermo e di tutti i palermitani.

In questi giorni di ansia e di tribolazione per la diffusione del Coronavirus, l’Arcivescovo unirà le preghiere dei palermitani e dell’intera Chiesa di Palermo e le offrirà a Dio Padre misericordioso per intercessione di Santa Rosalia.

Innalzerà la supplica alla Santa Patrona perché protegga l’umanità dal flagello del “Coronavirus” e sostenga tutti coloro che vivono con angoscia questo periodo, chi è in solitudine, chi è ammalato e quanti si spendono per la salute e la sicurezza di tutti, con infaticabile passione e con amore.

Alle ore 18 di domenica 22 marzo, IV Domenica di Quaresima, sarà possibile seguire questo particolare e intenso momento di preghiera attraverso il sito istituzionale www.diocesipa.it e attraverso il canale youtube.com/diocesipa o il profilo facebook.com/diocesipalermo.

Le persone non udenti potranno condividere il momento di preghiera attraverso il testo della supplica alla Santa Patrona che sarà pubblicato, in contemporanea alla diretta video, sul sito istituzionale www.diocesipa.it.

L’hastag #ChiCiSeparera è stato lanciato nei giorni scorsi dalla Conferenza Episcopale Italiana e riprende un passo della Lettera ai Romani (Rm 8,35) per sostenere la speranza che, pur circondati da una minaccia, niente potrà mai separarci da quell’Amore che ci unisce, perché figli e fratelli, e che ci rende comunità; l’hastag #SantuzzaLiberaci è invece relativo alla supplica che il nostro Arcivescovo rivolgerà a Santa Rosalia.

NOTIZIE DIOCESIPA

1. L’Arcivescovo invita alla Preghiera in questo tempo di prova

Carissimi confratelli, fratelli e sorelle,

in questi ultimi giorni – davvero difficili – segnati dall’ansia e dalla preoccupazione per il comune bene della salute, il nostro Arcivescovo ha fatto sentire a tutti noi, in vari modi, la sua vicinanza e il suo affetto di padre, fratello e amico.

Lo ha fatto con il Messaggio alla Chiesa di Palermo, con la Lettera ai presbiteri, con la Lettera ai giovani, con l’Appello alla città pubblicato sul GdS, ma anche attraverso le preghiere in diretta video che, potremmo dire, ce lo hanno portato dentro le nostre case.

Ora egli ha composto l’allegata Preghiera in questo tempo di prova che ci invita a recitare – ritrovandoci spiritualmente uniti con lui e fra di noi – ogni giorno alle ore 12 lì nei luoghi dove ci troviamo a vivere.

Accogliamo con gioia quanto il nostro Vescovo ci offre e ci suggerisce di fare e, mentre lo ringraziamo per questo ulteriore segno di affetto, preghiamo il Signore perché lo custodisca e lo protegga.

don Giuseppe Oliveri, Vicario Generale

Preghiera in questo tempo di prova

 Signore Gesù, nostro maestro e fratello,

nostro Salvatore e compagno di viaggio,

tu in ogni situazione

ci annunci e testimoni che Dio è Padre

e non ci lascia soli nelle difficoltà,

perché sempre si prende cura di noi.

Tu che sei sceso agli inferi per liberarci dalla morte,

guarda ora a noi, nella prova.

Tu di noi, impauriti e fragili, abbi pietà.

In te riponiamo la nostra speranza.

Ti invochiamo:

manda il tuo Spirito di amore, di intelligenza e di fortezza

perché uniti possiamo contribuire a debellare il contagio

che attenta alla vita che tu ci hai donato

e semina paura, morte, separazione, precarietà.

Preserva quanti ne sono rimasti ancora illesi,

guarisci quanti ne sono stati colpiti.

Dona ai vinti di contemplare il tuo volto,

consola i loro familiari e amici.

Dona discernimento ai governanti,

costanza e consolazione

a quanti si spendono per la salute di tutti,

con infaticabile passione e con amore.

Donaci un cuore aperto,

affinché possiamo accoglierci teneramente gli uni gli altri

e sentirci vicini a tutti i poveri del mondo.

Interceda Maria, tua e nostra Madre,

l’Addolorata che comprende i nostri cuori smarriti

in questi giorni di tribolazione,

insieme a Santa Rosalia nostra Patrona,

vigile custode e liberatrice di città in balia della peste.

Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

+ Corrado Lorefice – Arcivescovo di Palermo

 2. A Cuore aperto con voi Giovani. L’altro volto dei giorni del Covid-19

Carissimi e amatissimi giovani, desidero aprirvi ancora una volta il cuore proprio in questo momento che ci vede impreparati, come quando lo eravamo per l’interrogazione in classe, e che semina ovunque insicurezza, panico e sofferenza. Siamo stati colti di sorpresa. All’improvviso sono riapparse le paure antiche e sempre nuove di essere gettati nel mondo senza protezione, di essere fragili, esposti al rischio di morte, di essere soli.

Un caposaldo della mia crescita umana e spirituale è stata la figura di S. Bruno, il Certosino. Tra i personaggi più insigni del suo tempo (XI sec.): «Uomo prudente, superava ogni ingegno della mente. […] Nel suo agire egli compiva con i fatti ciò che la sua bocca insegnava» (PL, CLII, coll. 559-660). Bruno, dopo aver lottato, non senza successo, contro questi disordini e dopo aver ubbidito a papa Urbano II che lo aveva chiamato al servizio della Sede Apostolica, sentì il desiderio e si indirizzò ad una vita dedicata totalmente a Dio ritirandosi nelle Serre calabre, denominate le Alpi del Sud.

Nelle Costituzioni dell’Ordine dei Certosini si legge: «Separati da tutti, siamo uniti a tutti, per stare a nome di tutti al cospetto del Dio vivente». Da queste parole vorrei far sgorgare questo mio contatto con voi. Separati da tutti. Separati: una parola che ci tocca in questi giorni così imprevisti che sollevano macigni di domande, impongono limitazioni e seminano sgretolamento interiore e divisione esteriore.

Anche noi cristiani, discepoli di Gesù, in queste settimane, siamo stati costretti a limitarci e a separarci, a non incontrarci. Sono saltati i nostri raduni, – in particolare i vostri, carissimi giovani – nelle parrocchie, nei gruppi, nelle associazioni; come anche agli appuntamenti con me, vostro Vescovo, nei Vicariati e in Cattedrale per la lectio divina. Ma soprattutto ci siamo separati dalle nostre assemblee eucaristiche dove ci riscopriamo uomini e donne del ringraziamento e della lode a Dio e dove condividiamo il pane fragrante e con-vocante donatoci da Gesù: il suo corpo spezzato e donato come cibo di vita e come energia e senso delle nostre relazioni.

Oggi, a causa del Covid-19, ci viene impedito di riunirci per fare memoria del suo amore e del mandato a noi discepoli: “Fate questo in memoria di me”. Donate. Condividete. Siate per altri. Incontratevi. Create ponti, non innalzate barriere. Come e in unione al mio corpo, i vostri corpi siano prossimità, siate prossimi». L’Eucaristia, che di domenica in domenica celebriamo con gioia nelle nostre fraternità cristiane, è uno spazio di relazione – umana e spirituale – con Dio e con i fratelli. Per questo, al cuore della preghiera eucaristica invochiamo lo Spirito, perché «ci riunisca in un solo corpo», e – dopo aver ringraziato Dio Padre per il dono di Gesù che spezza il suo corpo per noi – ci doniamo e accogliamo il segno della pace, tendendo la mano a chi ci sta vicino e soprattutto verso il fratello che potrebbe avere qualcosa contro di me. Siamo uniti a tutti. Così l’Eucaristia è il luogo in cui siamo uniti a tutti. Il luogo dove ci tendiamo la mano dell’amicizia fraterna con tutti e ci scambiamo il segno della pace di Cristo. Spesso tendiamo la mano come spettatori di «un rituale senza carne». Darsi la mano unisce. Stringendo una sola mano la stringo a tutti, mi unisco a tutti.

Diamoci con il cuore la mano del cuore, con consapevolezza e non per abitudine o per ipocrisia, perché ‒ come ha scritto in questi giorni padre Giovanni Salonia sul quotidiano Avvenire ‒ “Le anime si incontrano nell’incontro di due mani”. Ritorni il volto, lo sguardo, perché si aprano varchi nel nostro cuore. Tocchiamo l’altro e facciamoci toccare dal suo sguardo. Se questo tempo tragico ci consentirà di moltiplicare gli attimi in cui ci guardiamo l’un l’altro, avremo trasformato il limite in ricchezza. Ritroviamo nel volto dell’altro l’opportunità e la gioia dell’incontro. Ogni volto, vicino o lontano, ci grida che siamo fatti per essere uniti a tutti. In questi giorni in cui restiamo a casa siamo invitati a riscoprire quel calore e quell’energia che rappresentano la trama di ogni vivere insieme, in famiglia. Siamo chiamati a cogliere atteggiamenti, a percepire sfumature relazionali che la fretta e l’abitudine avevano offuscato. Diventiamo curiosi del volto del fratello! Saremo curiosi così del volto di Dio. Ascoltiamo con più apertura la domanda di Jawhé: «Dove sei? Tu, proprio tu? E dov’è tuo fratello? Sì, proprio quello che hai messo da parte, che hai trascurato?». Non si tratta di fare qualcosa di difficile o di nuovo. Si tratta di fare qualcosa che abbiamo nel cuore: la voglia di stare bene assieme. Che questa tragica situazione ci dia di riscoprirlo. Per stare a nome di tutti al cospetto del Dio vivente. In questi giorni, mentre ci viene imposto di dimorare a casa, sentiamo una grande nostalgia di ciò che è fuori, si innesca un desiderio irrefrenabile di uscire, di “estasi” (estasi dal greco ex-stasis: fuori-stare), di essere fuori di noi stessi oltre le mura che ci soffocano. Questo dimorare forzato “in noi” ‒ non solo tra le pareti della nostra camera ‒ ci può far riscoprire il valore della vera “estasi”, dello stare fuori da noi dopo aver prima dimorato dentro di noi, nella luminosa oscurità abitata da Dio. L’estasi, quello che nella tradizione cristiana si chiama la contemplazione e che noi impropriamente riteniamo riguardi solo i contemplativi come S. Bruno, le persone che fuggono dal mondo per vivere la vita eremitica o monastica. Siamo chiamati, secondo la grande lezione dei monaci, all’habitare secum, ad abitare con noi e in noi. Come ci ricorda Agostino, nell’intimo più intimo del nostro cuore incontriamo il Signore. Solo così potremo incontrarlo nella realtà della vita e nella novità del fratello.

A volte guardo con interesse il vostro essere spasmodicamente protesi – per l’intera settimana – verso il ‘ritrovo rituale’ del week-end, nei bar e nei pub dei centri storici delle nostre città o nelle discoteche. Penso al vostro desiderio di un tempo e di uno spazio relazionale diverso da quello ordinario. Ma per ‘ri-trovare’ chi? A che servirebbe un ritrovo privo di incontro, se in fondo rimaniamo in fuga da noi stessi, alla ricerca della vertigine dello sballo della movida, avendo perso il gusto – impauriti dalla ‘stasi’ e dal silenzio – di dimorare in noi e, alla fine, di vivere con gli altri?

Chi dimora non evade ma vive in pieno e nel tempo la relazione; incontra (dal latino in-cŏntra: in-contro), si apre a chi gli viene ‘contro’; abita e vive lo spazio autenticamente familiare e amicale. Vive la bellezza della ‘compagnia’ (dal latino cum-panis: con-pane). Condivide lo stesso pane. Non ci si incontra come ‘conoscenti’ alla ricerca di una vertigine alienante per ammazzare la noia e il non senso della vita. Chi mi sta accanto mi è donato, è un commensale, un compagno invitato al banchetto della convivialità, dell’amicizia e della fraternità. È questo l’essere e lo stile di Gesù che, dopo aver condiviso lungo il cammino la luce e il calore della Parola di Dio contenuta nelle Scritture, discese con i due giovani viandanti scoraggiati nella taverna di Emmaus per rimanere con loro da commensale, rifacendo il gesto del pane spezzato e condiviso ‒ il pane essenziale dell’amore ‒ e offrendo il calice della consolazione e della gioia. Gesù fa ripartire il cuore, ce lo mantiene umano come il suo, anzi lo rende divino, come il cuore di Dio nostro Padre.

Vi lascio con queste parole di don Primo Mazzolari: “La mia ricerca mi fa venire vicino il Signore. Cercare è il mio trovare di ogni momento, il venirmi vicino di Colui che non si può perdere completamente, che non si lascia completamente strappare dalla sua creatura, come non si lascia strappare dalla Croce” (Tempo di credere, 97). Questo tempo di limitazione e di separazione ci rialzi e ci metta in cammino, ci ridia il gusto della ricerca, ci renda fori e uniti. Il divino Viandante faccia ripartire il nostro cuore e ci riconsegni al banchetto della fraternità feriale e universale.

Vi custodisco nel cuore. A presto! Vostro + don Corrado Arcivescovo

NOTIZIE DALLE PARROCCHIE E DALLE ASSOCIAZIONI

1. Caritas: Diventa volontario #abbiamo bisogno di te

La Caritas diocesana, in questo momento di grande criticità per il Paese, alla luce dei Decreti del Governo, delle indicazioni della Conferenza Episcopale Italiana e del nostro Arcivescovo, in sinergia con il Comune e con le Istituzioni regionali e locali, continuerà a mantenere i servizi essenziali in favore delle persone più fragili e bisognose, nel rispetto delle norme igieniche e sanitarie, per la tutela della salute di tutti. Come tutte le Caritas diocesane d’Italia, desideriamo garantire i servizi diretti ad alleviare le ulteriori sofferenze – sopraggiunte a causa dell’epidemia da Covid-19 – di coloro che si trovano già in situazioni di povertà, disagio e solitudine.

Cosa può fare il Volontario?

  • Consegna a domicilio dei pacchi alimentari, farmaci e beni di prima necessità alle persone vulnerabili (anziani, disabili, persone prive di reti familiari…);
  • Distribuzioni pasti da asporto nelle mense che continuano la loro attività di assistenza.

Come aderire?

  • Inviando una E-mail a: segreteria@caritaspalermo.it e indicando i tuoi dati: Nome – Cognome e Recapito telefonico

Chi può diventare Volontario?

  • Tutti i cittadini, maggiorenni, che godono di un buono stato di salute, italiani o di uno Stato dell’Unione Europea o di uno Stato non comunitario.

Quanti daranno la loro disponibilità tramite mail saranno contattati telefonicamente e svolgeranno il loro servizio a favore delle persone fragili e senza dimora presso alcuni luoghi di assistenza e di accoglienza: Missione di Speranza e Carità, Locanda del Samaritano, Mensa San Carlo…. A tal fine i volontari saranno adeguatamente formati da parte del Comune e dalla Caritas Diocesana, con un coordinamento della Protezione Civile.

Ringraziamo coloro che hanno dato e daranno il loro prezioso contributo in questa emergenza sanitaria

#ilNOIvincesempre

 2. La Missione Speranza e carità si adegua alle direttive istituzionali ed ecclesiali

“Vogliamo adeguarci a quello che dicono le direttive sia istituzionali sia ecclesiali, tenendo presente la precarietà in cui viviamo”. Ad affermarlo Biagio Conte, Padre Pino Vitrano, tutti i missionari e le missionarie, i volontari e le volontarie e tutta la Comunità che continueranno a pregare ognuno in forma personale per dare conforto e speranza affinché si debelli questo coronavirus e i tanti mali che ancora oggi soffocano, schiacciano questa umanità.

“Rivediamo tutti gli errori commessi, soprattutto quelli dell’egoismo e dell’indifferenza – dicono ancora -. Riconosciamo che vince il Buon Dio non il coronavirus. Ma vi chiediamo aiuto e collaborazione affinché non abbandoniamo i più deboli e chi ci invoca soccorso. In questo momento di grande emergenza è doveroso stare uniti: istituzioni, chiesa, le diverse religioni, i vari popoli, chi crede e chi non crede. Dobbiamo essere più solidali alle varie professioni, al mondo del lavoro, agli operatori sociali, alle scuole e a tutti gli ammalati i medici, gli infermieri e i volontari. Incoraggiamo tutti i bambini e i giovani e anziani penalizzati nella loro libertà”.

 3. Iniziativa Caritas: “Mi prendo cura del mio vicino”

“Come ricorda il nostro Arcivescovo ai presbiteri, stiamo vivendo un momento molto delicato e, se da un lato siamo obbligati a seguire le disposizioni necessarie a contenere l’infezione del nuovo “coronavirus” e a ridurre i rischi di diffusione, dall’altra non possiamo dimenticare la nostra identità di testimoni gioiosi della Pasqua di Cristo”. Ad affermarlo il vice direttore della Caritas diocesana, don Sergio Ciresi il quale fa presente che in questi giorni molto particolari, soprattutto per i più bisognosi, la Caritas Diocesana di Palermo oltre a continuare il suo servizio per i più poveri, desidera promuovere nella diocesi l’iniziativa: “Mi prendo cura del mio vicino” #miprendocuradelmiovicino. Pertanto sentiamo per telefono i nostri vicini di casa (anziani, disabili, o chi si trova in uno stato di solitudine) oppure dato che è consentito, fare portare la spesa a casa loro. #andratuttobene

4. Sussidio di preghiera nel tempo della prova

La Commissione Liturgica Diocesana, diretta da don Giosuè Lo Bue, ha predisposto un Sussidio di preghiera nel tempo della prova. La particolare condizione che stiamo vivendo ci chiede di accogliere l’invito a restare il più possibile a casa permettendoci di riscoprire la gioia di un tempo condiviso. Possiamo trasformare questo momento anche in un tempo privilegiato da dedicare alla preghiera personale e in famiglia. Con il sussidio scaricabile dal sito della Commissione Liturgica Diocesana si intende offrire un semplice strumento di vicinanza e di accompagnamento al cammino di fede e di preghiera delle famiglie che sono chiamate a vivere questo delicato momento di prova che coinvolge il monto intero.

Il sussidio è costituito da uno schema di preghiera per la III Domenica di Quaresima; uno schema per la preghiera nei giorni feriali e una preghiera di benedizione per la salvaguardia della salute.

Sussidio: http://ufficioliturgico.arcidiocesi.palermo.it/wp-content/uploads/2020/03/Sussisio-di-Preghiera-nel-tempo-della-prova.pdf

 5. Gli Operatori della Casa dei Giovani garantiranno tutti i servizi

“Tutti viviamo l’ansia e le difficolta legate alle vicende di questi giorni. È logico ed umano che ognuno di noi sia preoccupato per la propria salute e per quella dei suoi familiari. Tuttavia la nostra scelta di lavoro ci caratterizza come persone che portano speranza a coloro che sono disperati, persone che parlano di futuro a quelli che sono nauseati e atterriti dalla vita; siamo persone abituate a camminare accanto ed a braccio di quanti si trascinano nell’inferno freddo dell’afasia dei sentimenti. Siamo abituati a vivere accanto a chi è ossessionato dalla morte”.

Lo scrive il direttore della Casa dei giovani, don Salvatore Lo Bue alla quarantina di operatori che si impegnano giornalmente nel progetto Maddalena contro la tratta, i centri di Bagheria, Mazara e Matera e le attività dell’unità di strada di Palermo e Trapani dove c’è pure un centro ascolto. Sono stati però interrotti i colloqui in tutte le carceri siciliane e sono sospesi anche i nuovi ingressi nelle comunità come pure visite dei parenti con i giovani residenti in comunità.

“La nostra storia, il nostro lungo e faticoso cammino ci ha resi forti – prosegue il direttore – ed è proprio questa forza che oggi noi siamo chiamati a testimoniare. Dobbiamo, come e più di prima, trasmettere serenità e fiducia, con la ragione e con il calore dei sentimenti che ci animano. La coscienza di spenderci per gli altri ci farà più ricchi. Vi sono riconoscente per la vostra dedizione e per il vostro senso di responsabilità. Vi ringrazio anche a nome della Chiesa che ci ispira e ci accompagna e vi abbraccio con affetto”.

 AGENDA DEGLI APPUNTAMENTI

1. La Via Crucis su Facebook tutti venerdì di Quaresima con l’Arcivescovo

“Anche io come voi, carissimi fratelli e sorelle, figlie e figli amati, ho scelto di rimanere a casa – afferma l’Arcivescovo, mons. Corrado Lorefice – lì dove ogni giorno vivo con una piccola fraternità, in un clima ordinario e familiare condividendo in semplicità e letizia la mensa del pane quotidiano, della Parola di Dio e dell’Eucaristia.

Ho pensato fosse opportuno unirmi a voi in preghiera ‒ da questa cappella che ordinariamente ci fa ritrovare personalmente e comunitariamente alla Presenza del Signore ‒ considerato che oggi abbiamo questi provvidenziali strumenti – se utilizzati con sapienza e prudenza – che ci permettono di poter comunicare vincendo le distanze geografiche e territoriali, e gli isolamenti e le limitazioni governative imposte a tutela della salute di tutti a causa dell’ormai tristemente noto “coronavirus”, del Covid-19.

Ci potremo così ritrovare ancora in questo tempo di Quaresima il venerdì per la Via Crucis, alle ore 19.00, e la Domenica per l’Eucaristia, alle 10.30 e anche Giovedì 19 marzo alle ore 10.30 – nella Solennità di San Giuseppe.

Avrete perciò l’opportunità di sentire ancor più vicina la presenza e la preghiera del vostro Vescovo, la sua cura e il suo sostegno, come primo propagatore di speranza in quanto araldo del Vangelo, testimone della Pasqua di Cristo nella chiesa e nel mondo.

Oggi, in questo duro e arduo momento di dubbio, di incertezza e di dolore ho scelto per commentare la Via crucis di usare il componimento in versi di Mario Luzi scritto su invito di Papa Giovanni Paolo II per il Venerdì Santo del 1999.

È un Gesù che confida al Padre tutta la sua angoscia di uomo dei dolori che ben conosce il patire, e le domande che assillano la sua coscienza umana e divina.

È un Gesù che ci sa comprendere e che fa sue le nostre inquietudini, le presenta al Padre con noi e per noi, le apre alla certa speranza, alla vittoria pasquale sul male, sul peccato e sulla morte”.

 2. Coronavirus: su Tv2000 gli Esercizi spirituali della Quaresima

“Gli esercizi spirituali del periodo quaresimale, guidati dal teologo don Armando Matteo, in onda su Tv2000 (canale 28, 157 Sky e in streaming https://www.tv2000.it/live/) da lunedì 16 a venerdì 20 marzo alle ore 8 all’interno di “Bel tempo si spera speciale – Tg2000” e alle 17.30 durante il programma “Il diario di Papa Francesco”. Fedeli e telespettatori in questo momento di emergenza e isolamento causato dal coronavirus potranno avere un’ulteriore possibilità di raccoglimento e preghiera attraverso l’emittente della Conferenza episcopale italiana”. Lo comunica Tv2000 in una nota.

“Dopo aver arricchito il nostro palinsesto con le messe in diretta del Papa la mattina alle 7 e alle 19 dal Santuario del Divino Amore – spiega il direttore di Tv2000, Vincenzo Morgante – abbiamo incrementato la nostra offerta televisiva con gli esercizi spirituali cui molti sono stati costretti a rinunciare. La Quaresima e la Pasqua sono momenti centrali nella vita di ciascun credente. Migliaia e migliaia di telespettatori ci stanno ringraziando per il servizio che stiamo rendendo alla Chiesa e al Paese. Ci dicono che con Tv2000 non si sentono soli e questo ci ha spinti, con senso di responsabilità, a restare sempre più vicini alle tante persone che ci seguono da casa. Crediamo e ribadiamo con forza – aggiunge il direttore Morgante – che anche questo faccia parte di un buon servizio pubblico da offrire ai cittadini”.

 3. Sul Tgweb le iniziative in tempo di Coronavirus

Continua l’emergenza Coronavirus, tutte le iniziative in diocesi per assicurare assistenza spirituale ai fedeli, la Caritas invita a prendersi cura dei vicini che non sono in grado autonomamente di fare la spesa o approvvigionarsi delle medicine e la Missione Speranza e carità si adegua alle direttive istituzionali ed ecclesiali anche se diminuiscono le donazioni. Sono alcuni dei servizi che questa settimana, propone il Tgweb dell’Arcidiocesi di Palermo, il magazine, ideato e realizzato dall’Ufficio per le Comunicazioni Sociali, con la collaborazione dei Servizi informatici che viene postato il sabato sulla pagina Facebook dell’Arcidiocesi e sul sito dell’Arcidiocesi.

https://www.youtube.com/user/tgwebdiocesipa