ArcidiocesiNews 2 Maggio 2020

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IN QUESTO NUMERO

IN PRIMO PIANO

  • Papa Francesco: “O Maria, noi ci affidiamo a te”

NOTIZIE DIOCESIPA

  • Piena adesione della Conferenza episcopale siciliana alla nota della Cei dopo il Dcpm
  • Don Alessandro Damiano, nominato Arcivescovo coadiutore dell’Arcidiocesi di Agrigento
  • Corrado Lorefice in diretta sulla pagina Facebook dell’Arcidiocesi
  • Prorogata la chiusura degli uffici della Curia

NOTIZIE DALLE PARROCCHIE E DALLE ASSOCIAZIONI

  • Il Centro aiuto alla vita vicino alle donne in gravidanza
  • Conferenza di David Murgia “Medjugorie e il dossier segreto”

 

AGENDA DEGLI APPUNTAMENTI

  • Ufficio Regionale per Problemi sociali e il Lavoro, la Giustizia, la Pace e la Salvaguardia del Creato – Messaggio per il 1° maggio 2020
  • Sul Tgweb i vescovi Siciliani aderiscono alla nota della Cei

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IN PRIMO PIANO

1. Papa Francesco: “O Maria, noi ci affidiamo a te”

In questi giorni di emergenza sanitaria, Francesco affida la città di Roma, l’Italia e il mondo alla protezione della Madre di Dio come segno di salvezza e di speranza. In un videomessaggio, il Pontefice rivolge una preghiera a Maria, “Salute dei malati” e “Salvezza del popolo romano”

È una giornata di preghiera e di digiuno voluta dalla diocesi di Roma per l’Italia e per il mondo. Culmine di questa giornata la Messa, presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis presso il Santuario della Madonna del Divino Amore senza la presenza dei fedeli per motivi di sicurezza e in diretta televisiva. La celebrazione è stata preceduta da un videomessaggio di Papa Francesco. Il Santo Padre affida il mondo alla protezione della Madre di Dio.

Preghiera di Papa Francesco

O Maria, tu risplendi sempre nel nostro cammino come segno di salvezza e di speranza. Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati, che presso la croce sei stata associata al dolore di Gesù, mantenendo ferma la tua fede. Tu, Salvezza del popolo romano, sai di che cosa abbiamo bisogno e siamo certi che provvederai perché, come a Cana di Galilea, possa tornare la gioia e la festa dopo questo momento di prova. Aiutaci, Madre del Divino Amore, a conformarci al volere del Padre e a fare ciò che ci dirà Gesù, che ha preso su di sé le nostre sofferenze e si è caricato dei nostri dolori per condurci, attraverso la croce, alla gioia della risurrezione. Amen.

Sotto la Tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.

“Ci siamo tutti, c’è realmente tutta la Chiesa, c’è la Chiesa di Roma”, ha detto il cardinale De Donatis durante l’omelia. “Maria è qui con noi e chiediamo la sua intercessione potente”. “Siamo qui ai tempi del coronavirus – ha aggiunto il porporato – con tanta fede, ma anche con tanta angoscia”. “La vediamo nei volti delle persone, ma la sentiamo anche nel nostro cuore”. Un’angoscia, ha spiegato il vicario del Papa per la diocesi di Roma, provata da Gesù stesso, prima della Passione. “Alle tue mani affido il mio Spirito”: le ultime parole di Gesù sulla croce, ha affermato il cardinale De Donatis, sono “una consapevolezza permanente nel cuore di Gesù, e ci dicono che nessuno ha il potere di strapparci dalle mani di Dio”. Per essere liberati dall’angoscia, ha sottolineato infine il cardinale De Donatis, dobbiamo “affidarci alle mani di Dio: nessuno può strapparci da lì, neppure la morte”. “L’unica cosa autentica e utile in questo tempo di coronavirus – ha concluso il porporato – è mettersi in ginocchio, alla presenza di Dio dentro noi stessi. Dio custodirà la nostra umanità, ci porterà a stringerci gli uni agli altri”. Con la Messa di oggi si è inaugurata la celebrazione eucaristica quotidiana delle 19.00. La diocesi di Roma ha inoltre lanciato una raccolta fondi straordinaria a sostegno di medici, infermieri, operatori sanitari.

La preghiera odierna di Papa Francesco con l’affidamento a Maria ricorda quanto affermato da Pio XII l’11 giugno 1944 nella chiesa di Sant’Ignazio. Il Pontefice, in quell’occasione, chiese alla Madonna del Divino Amore protezione e salvezza durante la ritirata delle truppe naziste.

Aprilo, o Maria, questo Cuore divino, e riversane su questi tuoi figli, spesso tanto infelici, i tesori di misericordia e di bontà, che Egli tiene riservati per chi si accosta a Lui con umiltà sincera e con fede incrollabile. Custodisci la tua Roma e preservala anche nell’avvenire dagli estremi mali, nelle persone, negli averi, nei monumenti della sua storia religiosa e civile, unica al mondo; ma soprattutto difendila dal male dei mali, dal peccato, che solo rende veramente miseri gli uomini e i popoli. Possa questa Roma dalla dura esperienza di tante sventure aver luce e forza per una miglior vita personale, familiare, collettiva, e, mercé tua, ritornare esempio alle genti di vera civiltà cristiana per la fede, vissuta in opere di giustizia e in umile amore. (Discorso di Pio XII ai fedeli in pellegrinaggio alla Madonna del Divino Amore, 11 giugno 1944).

NOTIZIE DIOCESIPA

1. Piena adesione della Conferenza episcopale siciliana alla nota della Cei dopo il Dcpm

I Vescovi di Sicilia, interpreti del sentimento del clero e dei fedeli che desiderano la ripresa graduale della vita liturgica e delle attività pastorali, manifestano piena adesione alla Nota della Conferenza Episcopale Italiana e condividono il disaccordo sul Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il quale si «esclude arbitrariamente la possibilità di celebrare la Messa con il popolo», compromettendo ulteriormente l’esercizio della libertà di culto garantita dalla Costituzione Italiana.

Si ribadisce che è fondamentale distinguere tra le responsabilità politiche del Governo, le responsabilità professionali del Comitato tecnico-scientifico e le responsabilità etico-spirituali della Chiesa, chiamata a organizzare la vita della comunità cristiana nel doveroso rispetto della propria autonomia e con l’adozione delle misure idonee a salvaguardare la salute dei cittadini.

La persona non si nutre solo di pane e il suo equilibrio è frutto di una serie di relazioni, con Dio e con gli altri. Gli squilibri, per di più, penalizzerebbero anche l’ambito economico e persino la salute fisica. Peraltro, sembra non comprendersi che l’attività solidale delle organizzazioni cattoliche, che si adoperano alacremente per alleviare l’indigenza di tante famiglie e sostenere le strutture sanitarie, nasce da una fede che deve attingere a una sorgente così fondamentale come la vita sacramentale.

È auspicabile che in tempi brevi il Governo Italiano riavvii la trattativa con la Conferenza Episcopale Italiana per riesaminare Orientamenti e Protocolli finalizzati alla ripresa immediata della piena partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche in condizioni di massima sicurezza.

 2. Don Alessandro Damiano, nominato Arcivescovo coadiutore dell’Arcidiocesi di Agrigento

Il Santo Padre ha nominato vescovo coadiutore dell’Arcidiocesi metropolitana di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, del clero della diocesi di Trapani, finora Vicario generale della medesima diocesi. Mons. Damiano è nato il 13 luglio 1960 a Trapani, nell’omonima provincia e Diocesi.

Ha conseguito il diploma di tecnico commerciale nel 1979. Ha compiuto il cammino di formazione al sacerdozio nel Pontificio Seminario Romano Maggiore ed ha conseguito una Licenza in Teologia Morale presso l’Accademia Alfonsiana nel 1995 e la Licenza in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Angelicum, in Roma, nel 2002. È stato ordinato sacerdote il 24 aprile 1987 per la diocesi di Trapani.

È stato parroco della parrocchia di Maria SS.ma di Trapani, in Rilievo, dal 1989 al 1998; dal 1995 è Docente stabile di Teologia Morale (fondamentale e speciale) presso l’Istituto di Scienze Religiose Sant’Alberto degli Abati, a Trapani; dal 1998 al 2003 Cancelliere di Curia e Direttore dell’Ufficio Catechistico diocesano; dal 2000 al 2005 Difensore del Vincolo nel Tribunale Ecclesiastico Diocesano; dal 2000 al 2003 Assistente Ecclesiastico Gruppo Scout Trapani 5; dal 2005 al 2009 Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Diocesano e Parroco della parrocchia di Cristo Re, in Erice – Casa Santa; dal 2009 al 2012 Parroco della parrocchia Santa Teresa del Bambino Gesù e Maria SS.ma Ausiliatrice, a Trapani; dal 2013 è giudice del Tribunale Ecclesiastico Siciliano e dal 2014 è vicario generale.

 3. Mons. Corrado Lorefice in diretta sulla pagina Facebook dell’Arcidiocesi

L’Arcivescovo, mons. Corrado Lorefice, invita tutti alla Preghiera in questo tempo di prova e invita a prendere parte alle celebrazioni che saranno trasmesse sul canale Facebook dell’Arcidiocesi di Palermo.

Domenica 3 Maggio 2020 – ore 10 – Celebrazione Eucaristica

 4. Prorogata la chiusura degli uffici della Curia

Prorogata fino al 15 maggio 2020, la chiusura degli Uffici della Curia Arcivescovile. A comunicarlo il Vicario generale, mons. Giuseppe Oliveri il quale precisa che alla riapertura gli uffici riceveranno esclusivamente previo appuntamento.

I numeri di telefoni e E-mail si possono reperire alla pagina “contatti” del sito ufficiale della diocesi www.diocesipa.it

NOTIZIE DALLE PARROCCHIE E DALLE ASSOCIAZIONI

1. Il Centro aiuto alla vita vicino alle donne in gravidanza

Il Cav, Centro aiuto alla vita, anche in questo periodo di emergenza è attivo per stare vicino alle donne in attesa di un bambino. “Siamo a disposizione delle donne – dichiara la presidente del Cav, Maria Concetta Domilici – in gravidanza che per motivi personali, familiari ed economici sarebbe difficile portare avanti ed anche accompagnarle nel periodo post nascita”.

Il supporto offerto dal Cav verte sia su un aiuto morale, psicologico e sociale, e laddove richiesto legale e medico ed economico attraverso la somministrazione di alimenti abbigliamento, prodotti per l’igiene ed articoli vari per i neonati. A tal fine il Cav mette a disposizione il numero telefonico 388/9206326 per ogni evenienza.

 2. Conferenza di David Murgia “Medjugorie e il dossier segreto”

“Il documento vaticano mai pubblicato, che ha indagato sui fenomeni straordinari accaduti (e che ancora accadono) a Medjugorje. Una inchiesta realizzata in gran segreto dalla Commissione Pontificia Internazionale presieduta dal Cardinale Camillo Ruini. Cosa è successo (e succede) veramente nel piccolo paesino della Bosnia Erzegovina? La Gospa – così chiamano la Madonna i bosniaci – è davvero apparsa? E continua realmente ad apparire? Chi sono i veggenti? Sono credibili? Che lavoro fanno per mantenersi? I dieci segreti sono veri? E i messaggi? Una ricerca monumentale, inedita, che fa piena luce su uno dei fenomeni più importanti di questo secolo”.

Questi alcuni degli argomenti che David Murgia, giornalista di TVsat2000, affronterà durante la video conferenza che si svolgerà mercoledì 6 maggio 2020 a partire dalle ore 17 per tutti i soci e simpatizzanti del Gris.

AGENDA DEGLI APPUNTAMENTI

1. Ufficio Regionale per Problemi sociali e il Lavoro, la Giustizia, la Pace e la Salvaguardia del Creato – Messaggio per il 1° maggio 2020

Il messaggio dei Vescovi italiani per la Festa del 1° maggio 2020 sul tema: “Il lavoro in un’economia solidale” ci ricorda che l’emergenza seguita alla diffusione del Covid-19 ci sta insegnando che le vicende dell’esistenza rimescolano le carte a volte in maniera improvvisa, rivelando la nostra realtà più fragile. Ci ha fatto comprendere quanto è importante la solidarietà, l’interdipendenza e la capacità di fare squadra per essere più forti di fronte a rischi ed avversità.

L’Ufficio Regionale per i Problemi Sociali e il Lavoro, la Giustizia, la Pace e la Salvaguardia del Creato della Conferenza Episcopale Siciliana, in continuità con il messaggio dei Vescovi italiani e tenuto conto delle specificità della nostra Regione desidera offrire una propria riflessione. Ci muove l’attenzione ad ogni persona con la sua dignità ed i suoi diritti, nella prospettiva indicata dalla Dottrina Sociale della Chiesa.

La pandemia del Covid-19 ha fatto emergere, anche in Sicilia, le fragilità dei sistemi dello stato sociale che dovrebbero assicurare la tutela dei più deboli.

A partire dalla sanità che, messa a dura prova, ha mostrato i suoi problemi strutturali di carenza di personale, di mezzi e di strutture. Problemi che si sono tradotti in lunghe attese per avere gli esiti degli esami oppure per i ricoveri. Sono situazioni che dimostrano come nella nostra Regione, solo grazie al basso numero di contagi le conseguenze drammatiche della pandemia sono state più contenute rispetto a quelle viste in altre parti del Paese.

Il sistema economico, già provato da annosi problemi strutturali, sta mostrando la sua fragilità laddove un gran numero di persone (lavoratori irregolari, in nero o persone la cui condizione non rientra nelle previsioni normative) rimangono totalmente escluse dalle misure di supporto al reddito messe in campo dalle istituzioni pubbliche, esposte alle violente conseguenze della crisi economica. D’altro canto, anche l’applicazione in tempi rapidi e con procedure amministrative il più possibile snelle diventa la condizione essenziale per non cadere in povertà, nelle mani dell’usura e dell’organizzazione criminale mafiosa o per non dover chiudere definitivamente le piccole attività di lavoro autonomo.

Il coronavirus ha lasciato emergere una bruciante e spinosa realtà sulla quale non possiamo più tacere o tentare deliberatamente di insabbiare la verità. Il mondo del lavoro sommerso in Sicilia è stato per numerose famiglie fonte di sostentamento economico consentendo temporaneamente di non emigrare. Decisi a restare, a non tagliare le radici affettive dalla loro terra, in tanti offrono manodopera a basso costo pur di allungare il guadagno per arrivare a fine mese. Tutta una vasta fascia sociale vittima silenziosa di sfruttamento, di illegalità, di privazione di ogni diritto fondamentale e di ogni possibile riconoscimento legato al mondo del lavoro, del turismo, dell’assistenza agli anziani. Tante vite che potrebbero finire nel baratro dell’indigenza.

Di tutte queste persone la Chiesa ascolta il grido di dolore e fa appello alle umane istituzioni affinché si mettano al servizio della dignità e del fine dell’uomo, rimuovendo gli ostacoli legislativi o burocratici che creano differenze ed impediscono alle persone di vivere in condizioni di certezze per il presente e di speranza per il futuro. C’è il rischio che chi è ai margini resti sempre più escluso nell’indifferenza generale. Tutti gli uomini, creati ad immagine di Dio, hanno uguale dignità e pertanto non possono ammettersi discriminazioni che comportino per alcuni una condizione di indigenza o di illegalità. Per evitare tutto ciò, l’azione delle istituzioni deve essere pienamente al servizio della persona e deve puntare a ridurre le diseguaglianze e le condizioni di servitù, rendendo l’uomo attore responsabile del proprio futuro, tanto sul piano materiale quanto su quello spirituale. Solo così le istituzioni danno luogo ad una solidarietà che non diventa assistenzialismo.

La solidarietà deve ispirare non solo l’agire delle istituzioni ma anche i comportamenti dei singoli, di tutti coloro che si trovano ad operare per il bene comune, perché tutti siano veramente responsabili di tutti. Ognuno, dunque, deve fare ciò che è nelle proprie possibilità affinché sia alleviata la sofferenza degli altri, sovvenendo prima il bisogno del momento – come sta accadendo con l’impegno di tantissimi volontari ed operatori della carità – quindi, in particolare se si svolgono funzioni pubbliche, facendo tutto ciò che è nei propri doveri e nelle proprie possibilità per accelerare la ripresa del lavoro e dell’economia. Prendendo ad esempio le condotte esemplari ispirate all’altruismo e al senso del dovere tenute dagli operatori sanitari nei giorni più difficili della pandemia, così anche nel difficile contesto economico e sociale che ci attende, ciascuno dovrà dare la disponibilità, in senso evangelico, a “perdersi” a favore dell’altro invece di sfruttarlo, e a “servirlo” invece di opprimerlo per il proprio tornaconto.

La concreta prospettiva di una crisi economica conseguente alla pandemia ci interroga sul come si dovrebbero caratterizzare le scelte future. In Evangelii gaudium, Papa Francesco ricorda a tutti che “la dignità di ogni persona umana e il bene comune sono questioni che dovrebbero strutturare tutta la politica economica” per un vero sviluppo integrale. Ed è con la reale attuazione, nel loro autentico significato, di parole quali etica, solidarietà mondiale, distribuzione dei beni, difesa dei posti di lavoro, dignità dei deboli, impegno per la giustizia che si potrà ricostruire la nostra Sicilia come autentica “casa comune”.

Occorre che il nostro essere seminatori di speranza si leghi all’essere educatori della speranza. Insegnando e testimoniando che la legalità è una delle vie principali da percorrere per trovare e abbracciare la speranza.

2. Sul Tgweb i vescovi Siciliani aderiscono alla nota della Cei

Piena adesione dei vescovi Siciliani alla nota della Conferenza Episcopale dopo il Decreto del Premier Conte, il Centro aiuto alla vita, vicino alle donne in gravidanza in tempo di coronavirus e gli uffici di pastorale diocesani si raccontano: L’impegno del Servizio Pastorale Disabili. Sono alcuni dei servizi che questa settimana, propone il Tgweb dell’Arcidiocesi di Palermo, il magazine, ideato e realizzato dall’Ufficio per le Comunicazioni Sociali, con la collaborazione dei Servizi informatici che viene postato il sabato sulla pagina Facebook dell’Arcidiocesi e sul sito dell’Arcidiocesi.

Guarda il Tgweb: https://youtu.be/lpfWLfEo2yU