FRATEL LEONARDO GRASSO ACCOLTO TRA I 20 MISSIONARI MARTIRI DEL 2020

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Il ricordo il prossimo 24 marzo, 29^ Giornata dei Missionari Martiri
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La Chiesa di Palermo abbraccia la comunità diocesana di Acireale (CT) che il prossimo 24 marzo alle ore 19:00, in occasione della 29^ Giornata dei Missionari Martiri, ricorderà con una veglia di preghiera nella parrocchia di San Paolo Fratel Leonardo Grasso, Camilliano, 78 anni, ucciso da un ospite della comunità per assistenza ai malati di Aids e di recupero per tossicodipendenti “Tenda di San Camillo” di Riposto, a poca distanza da Acireale. «Una vicenda che ci ha lasciato sgomenti, Fra Leonardo era un uomo e un religioso esemplare – ha sottolineato il Vescovo di Acireale, Mons. Antonino Raspanti – ed è stato sempre l’anima di questa realtà di accoglienza e di assistenza: tantissime persone sono passate da qui, alcune sono rimaste per anni. Fra Leonardo si è sempre dedicato con trasporto, con passione a queste persone che attraversano momenti difficili». Fratel Leonardo Grasso aveva preso i voti a 50 anni di età per dedicare la sua vita ai sofferenti, la svolta era arrivata dopo la morte di entrambi i genitori. Così, da agente di commercio e con un’attività avviata, aveva cambiato radicalmente vita scegliendo di diventare Camilliano. Alcuni anni fa, ospite di una trasmissione televisiva nel centenario della morte di San Camillo, Fratel Leonardo Grasso aveva confermato di essere felice nell’operare a fianco dei sofferenti e dei bisognosi, senza rimpianti per una vita ricca di divertimenti, ma che lo aveva lasciato vuoto e carico di domande. E in tv aveva ricordato come la sua parabola somigliasse molto a quella dello stesso San Camillo, che dopo una vita scapestrata dedicò tutto sé stesso ad aiutare gli altri.

La data del 24 marzo scelta per ricordare i Missionari martiri non è casuale: il 24 marzo del 1980 Monsignor Oscar Romero, Arcivescovo di San Salvador, veniva assassinato durante la celebrazione della Messa, “punito” per le sue denunce contro le violenze della dittatura militare nel Paese. Emblematiche le sue ultime parole: «Questa santa Messa è un atto di fede. In questo calice il vino diventa sangue, che è stato il prezzo della salvezza. Possa questo sacrificio di Cristo darci il coraggio di offrire il nostro corpo e il nostro sangue per la giustizia e la pace del nostro popolo».