L’Arcivescovo propone un’alleanza esigente ai giovani

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IN QUESTO NUMERO

IN PRIMO PIANO

  • “Scrivo a voi giovani” l’Arcivescovo propone un’alleanza esigente ai giovani

 NOTIZIE DIOCESIPA

  • Assemblea pastorale di inizio anno a Santa Luisa di Marillac
  • Percorso di Formazione al Ministero della Carità
  • Cerimonia accoglienza Catecumeni

NOTIZIE DALLE PARROCCHIE E DALLE ASSOCIAZIONI

  • Giornata per la Custodia del Creato. Incontro ecumenico e interreligioso
  • I 50 anni di parrocato di don Onorio Scaglione
  • I cattolici si interrogano su quale debba essere oggi il loro ruolo per aiutare il Paese
  • Nella parrocchia di San Paolo Apostolo si parla di Giovani, lavoro e solidarietà
  • Celebrazione Cresime a Carabinieri e militari di Sicilia

AGENDA DEGLI APPUNTAMENTI

  • Presentazione del ritratto restaurato di Nicolò Montaperto Arcivescovo di Palermo
  • Visita ai tetti e al tesoro della Cattedrale
  • Sul Tgweb si parla della festa dei giovani con l’Arcivescovo

 I CHIAROSCURI di Giuseppe Savagnone

  • Ma Cristo è sempre di nuovo crocifisso

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IN PRIMO PIANO

1. “Scrivo a voi giovani” l’Arcivescovo propone un’alleanza esigente ai giovani

Come un continuum della prima lettera pastorale “Scrivo a voi padri, scrivo a voi figli” del 15 settembre 2017, l’Arcivescovo, mons. Corrado Lorefice diffonde, in occasione della Festa di San Francesco d’Assisi la lettera “Scrivo a voi giovani” con cui racconta nello stile della narrazione come giovane irrequieto, dal carattere forte, che chiedeva molto alla vita, i suoi trascorsi giovanili. Lo ha fatto nel corso della Festa dei giovani svoltasi venerdì sera sul Piano della Cattedrale sul tema: “Ecco l’uomo Gesù, guardando a Gesù di Nazareth: Una proposta di vita con San Francesco”.

Alla veglia e al cammino con mons. Corrado Lorefice hanno preso parte i giovani di tutte le parrocchie, gruppi, movimenti e associazioni. Il vescovo ha voluto che a far da compagni di cammino e riferimento ai giovani fossero in questo anno le figure dei santi giovani Francesco d’Assisi e Rosalia e la figura del santo educatore e promotore dei giovani il Beato Pino Puglisi. L’iniziativa è stata organizzata dal Servizio diocesano per la Pastorale giovanile diretto da don Giuseppe Calderone.

“Io appartengo a quella generazione, giovane o adolescente negli anni Sessanta e Settanta – scrive – che visse il sogno di un cambiamento radicale del mondo e della Chiesa. Ricordatevi infatti, che tra i grandi eventi trasformatori di quegli anni – evento decisivo per me, per la Chiesa, per l’umanità, evento i cui semi devono ancora maturare in pienezza – ci fu il Concilio Vaticano II: la Chiesa si definì dialogo accogliente e rigenerante con ogni donna e uomo di buona volontà. Oggi le cose sembrano diverse. Quei giovani che noi eravamo, e che ora son diventati adulti o addirittura anziani, hanno spesso perso o tradito quelle speranze. La nostra alba sembra essersi mutata in tramonto. Ma vogliamo sostenere la vostra Alba, la profezia di cui siete portatori. Ci troviamo in mano un pianeta molto più deteriorato, ingiusto, pieno di squilibri, sfregiato dal presunto progresso: un mondo ferito e in pericolo. Ma noi adulti ci siamo chiusi in un’assurda fortezza, resistiamo a consegnarvi il testimone che vi spetta. Attesa era la nostra rivoluzione e, credetemi, attesa e necessaria è la vostra. Il vostro gemito, la vostra lotta sono assunti nella logica del Regno di Dio che preme per trasformare il mondo nella giustizia, nella pace, nella compassione. Il gemito e la lotta sono il segno di un mondo che finisce e annunziano un mondo nuovo che comincia”.

Poi racconta la sua venuta a Palermo, dove ha ritrovato i semi della sua giovinezza nella vita e nell’incontro con don Pino Puglisi alla fine degli anni 80 e nel comune impegno per i giovani. “Don Pino ci ricorda che il Vangelo è granitica fiducia nella rinascita possibile del cuore di ogni uomo – dice – che si accosti al sorriso di Cristo, lo stesso sorriso di don Pino, capace di generare incontro e di far germina conversione, di far fiorire il deserto, di aprire i cuori alla vita e alla speranza”.

Quindi parla della figura di un grande uomo politico divenuto un grande monaco, Giuseppe Dossetti attraverso il quale si è reso conto che non c’è salvaguardia e unificazione dell’umano fuori dalla città.

Infine un invito: “Non pensate pensieri già pensati da altri, non lasciate la politica al suo destino, non pensiate che non c’entri nulla con la felicità (e con la fede). Lì dove c’è il povero escluso, il migrante cacciato, lì dove la periferia della città diventa “periferia esistenziale”, lì siamo e siete attesi dal compito della costruzione di un’umanità che non smarrisce l’umano, capace di cammini comuni, di strette di mano, di nuovi slanci, di attesa di nuove aurore, in vista del compimento del Regno. La politica come amore nei confronti della città vi aspetta, carissimi! Preparatevi con la cultura dell’incontro, la cultura della formazione, la cultura del lavoro, per poter ‘tradurre’ il mistero della Pasqua nei quartieri della città. Ma soprattutto la Chiesa ha bisogno di voi, della vostra genuinità, del vostro entusiasmo, della vostra spinta a donarvi con pienezza. La Chiesa vi aspetta in questo momento di cambiamento epocale”.

Infine un appello: “Voglio solo ascoltarvi e apprendere da voi. Il vostro vescovo vuole camminare con voi, perché è fratello e cristiano come voi, per voi vescovo e padre. Da voi intendo accogliere il cuore e il coraggio del Vangelo, che vi appartiene, che vi chiediamo di portarci, che aspettiamo trepidanti. Siate i nostri maestri sulla via di Gesù. Il vostro vescovo è qui ad imparare da voi”.

 

NOTIZIE DIOCESIPA

1. Assemblea pastorale di inizio anno a Santa Luisa di Marillac

Giovedì 10 e il venerdì 11 ottobre 2019, dalle ore 16 alle 20, sarà celebrata l’annuale Assemblea Pastorale Diocesana, che avrà luogo presso la Parrocchia Santa Luisa de Marillac a Palermo.

“Si tratta di una convocazione importante della nostra Chiesa di Palermo – afferma il direttore dell’Ufficio pastorale, don Carmelo Torcivia – da parte del nostro Vescovo, che permette a tutti i fedeli in Cristo di ritrovarsi insieme e dare così inizio all’anno pastorale. Quest’anno il nostro Vescovo Corrado offre alla Chiesa di Palermo, in continuità con il tema dell’anno scorso, che ci interrogava su come la nostra Chiesa deve vivere il territorio, il tema pastorale della conversione missionaria delle nostre comunità, così formulato: “Chiesa convocata per una conversione missionaria delle nostre comunità”.

Programma:

Giovedì 10 ottobre 2019

ore 16.00 – Preghiera

ore 16.30 – Relazioni: Mons. Bruno Forte, Vescovo di Chieti e Padre Francesco Occhetta, S.J., Civiltà Cattolica

ore 18.00 – Break

ore 18.30 – Interventi in Assemblea

Venerdì 11 ottobre 2019

ore 16.00 – Preghiera

ore 16.30 – Gruppi di studio

ore 18.30 – Restituzione in Assemblea

ore 19.00 – Conclusione dell’Arcivescovo

Per partecipare occorre iscriversi online al seguente link: http://bit.ly/2mSbVFo

 2. Percorso di Formazione al Ministero della Carità

La Caritas diocesana ripropone, rinnovandolo, il Percorso di formazione al Ministero della Carità, come itinerario teorico pratico per animatori della pastorale della carità che si svolgerà presso la parrocchia di Santa Caterina a Palermo, dalle ore 16 alle 18. Questo percorso si realizzerà nella prospettiva del decentramento nel territorio, per un maggior coinvolgimento degli operatori e dei volontari dei Vicariati e delle zone pastorali.

Il primo incontro si svolgerà lunedì 7 ottobre 2019 e sarà condotto dal prof. Giuseppe Notarstefano, responsabile Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro che introdurrà il tema: “Nuovi stili di Vita a partire dall’enciclica Laudato Sì”.

Programma degli altri incontri:

Lunedì 14 ottobre 2019

Reddito di cittadinanza – Patronato Erripa

Lunedì 21 ottobre 2019

La carità alla maniera del Beato Puglisi – don Sergio Ciresi, vice direttore Caritas diocesana

28 ottobre 2019

Decreto sicurezza – Mario Affronti – Migrantes

Lunedì 4 novembre 2019

Misure alternative alla detenzione adulta – Luisa Princiotta e Rosa Mascia.

3. Cerimonia accoglienza Catecumeni

Il Servizio Catecumenale Diocesano diretto dal diacono, don Giovanni Di Simone organizza la Cerimonia di accoglienza dei Catecumeni che si preparano a ricevere i Sacramenti dell’Iniziazione cristiana del Battesimo, Confermazione ed Eucaristia. L’incontro avrà luogo domenica 6 ottobre 2019, alle ore 9 nella sala “Luigi Lavitrano” della Curia Arcivescovile di Palermo in via Bonello, 2 a Palermo.

 NOTIZIE DALLE PARROCCHIE E DALLE ASSOCIAZIONI

1. Giornata per la Custodia del Creato. Incontro ecumenico e interreligioso

In occasione delle celebrazioni per la 14a Giornata per la Custodia del Creato, martedì 8 ottobre 2019, alle ore 18, nella Chiesa si San Francesco di Paola si svolgerà un incontro ecumenico e interreligioso.

Programma:

Ore 18.00 – Saluto di benvenuto del parroco Pastore P. Ciaccio e presentazione delle tradizioni religiose e delle delegazioni studentesche

Ore 18.10 – Fra Giuseppe leggerà un brano e lo commenterà brevemente della Laudato sì in riferimento alla esortazione di Papa Francesco rivolta ai credenti di tutte religioni ad entrare in un dialogo tra loro orientato alla cura della natura, alla difesa dei poveri, alla costruzione di una rete di rispetto e di fraternità.

Ore 18.15 – Pastore P. Ciaccio – Introduzione allo spazio di preghiera.

Ore 18,25 Intervento di ogni rappresentante religioso con Lettura o preghiera o messaggio sul tema dell’incontro.

Ore 19,15 Benedizione e distribuzione del pane dei poveri donato dalla Missione Speranza e Carità

Ore 19,20 Saluti del sindaco e dell’assessore alla cultura

Ore 19,30 Canto finale “Laudato si mi Signore”.

 

2. I 50 anni di parrocato di don Onorio Scaglione

Don Onorio Scaglione festeggia i 50 anni di parrocato al servizio della Comunità ecclesiale della Parrocchia della Santissima Trinità a Castronovo di Sicilia. Per l’occasione l’Arcivescovo, mons. Corrado Lorefice, presiederà una solenne concelebrazione Eucaristica si svolgerà mercoledì 9 ottobre 2019, alle ore 18 nella Parrocchia del paese. “Terminata la celebrazione, ci sposteremo tutti sul sagrato della chiesa madre – afferma don Onorio – per vivere insieme un momento di intensa e sincera convivialità”.

Don Onorio, 76 anni, è stato ordinato presbitero il 10 luglio 1965 e nominato parroco a Castronovo il 1° agosto 1969.

 3. I cattolici si interrogano su quale debba essere oggi il loro ruolo per aiutare il Paese

Nella complessa transizione della vita politica nazionale, i cattolici si interrogano su quale debba essere oggi il loro ruolo per aiutare il Paese nella rigenerazione del tessuto sociale e nella rivitalizzazione delle istituzioni democratiche. Un gruppo di associazioni di ispirazione cristiana e realtà ecclesiali si confronta per padre Francesco Occhetta sj, membro della redazione de “La Civiltà Cattolica” e componente del Comitato scientifico organizzativo delle Settimane sociali dei cattolici italiani.

Sabato 12 ottobre 2019, alle ore 9.30 presso l’Auditorium dell’Istituto Gonzaga in via Piersanti Mattarella, 38 a Palermo, avrà luogo un incontro sul tema: “La politica e il coraggio di una scelta per il bene comune”.

Dopo i saluti di p. Vitangelo Denora sj, direttore dell’Istituto Gonzaga e dell’arcivescovo, mons. Corrado Lorefice, l’introduzione del notaio Giovanna Costamante e la relazione di p. Francesco Occhetta sj. Modera Giuseppe Notarstefano.

Discussant Vincenzo Ceruso, p. Gianni Notari sj, Francesco Punzo, Nicoletta Purpura, Giuseppe Savagnone e Benedetto Torrisi. Seguirà il dibattito e la replica del relatore.

 4. Nella parrocchia di San Paolo Apostolo si parla di Giovani, lavoro e solidarietà

Venerdì 11 ottobre 2019, alle ore 9.30 si svolgerà il primo incontro su: “Giovani, lavoro e solidarietà” nella parrocchia di San Paolo Apostolo di piazza San Paolo, 5 a Borgonuovo.

Dopo i saluti di mons. Corrado Lorefice, interverranno mons. Pietro Fragnelli, Vescovo di Trapani e Presidente della Commissione episcopale per la famiglia, i giovani e la vita della Cei, Enzo Campo, Segretario generale CGIL di Palermo, Leonardo La Piana, segretario generale Cisl di Palermo, Gianni Borrelli, coordinatore Uil di Palermo. Modera Alessandra Turrisi. Conclusioni don Antonio Garau, parroco della Parrocchia di San Paolo.

 5. Celebrazione Cresime a Carabinieri e militari di Sicilia

Domenica 13 ottobre 2019, alle ore 11.30, si svolgerà un evento straordinario nella Parrocchia di Maria Santissima delle Grazie di corso dei Mille a Palermo. L’ordinario militare in Italia, mons. Santo Marcianò, amministrerà infatti il sacramento della Confermazione ai Carabinieri e militari di Sicilia. “La celebrazione per il territorio di Roccella – Sperone, periferia esistenziale – dichiara il parroco, don Ugo Di Marzo – avrà un significato particolare per la nostra città”.

 

AGENDA DEGLI APPUNTAMENTI

1. Presentazione del ritratto restaurato di Nicolò Montaperto Arcivescovo di Palermo

In occasione della XVI giornata nazionale degli Amici dei Musei, quest’anno dedicata alla valorizzazione dei Musei ecclesiastici, l’associazione Amici dei Musei Siciliani presenta al Museo Diocesano di Palermo (Cappella Borremans) il restauro del ritratto di Nicolò Montaperto, Arcivescovo di Palermo (1377-1382).

Il restauro è stato eseguito dalla dott.ssa Ambra Lauriano, con la direzione dei lavori del prof. Pierfrancesco Palazzotto e sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza, all’interno del Laboratorio di restauro del Museo Diocesano diretto dal dott. Mauro Sebastianelli.

Il recupero rientra nell’ambio del progetto di Palazzotto, curatore del Museo Diocesano, volto al ripristino dell’antica quadreria dei ritratti arcivescovili, custoditi nei depositi del museo, che già in parte segnano sensibilmente le sale museali raccordandosi con le opere esposte.

Palazzotto rammenta che in questi anni si è proceduto al restauro degli ritratti arcivescovili di Simone Beccadelli di Bologna (1445-1465), Francesco Remolino (1511-1518), Simon Pietro Tagliavia e Aragona (1544-1558), Pietro Martinez Rubio (1656-1667), Giovanni Lozano (1668-1676), Matteo Basile (1731-1736), Pietro Gravina (1816-1830), Filippo Lopez Royo (1793-1802).

Quest’ultimo, restaurato dalla discendente del presule, ha aperto un filone nel quale le antiche famiglie eredi dei vescovi di Palermo contribuiscono fattivamente al recupero e successiva esposizione delle immagini legate ai loro illustri antenati.

Il ritratto di Montaperto sarà posto in mostra nella prima sala espositiva del Museo Diocesano di Palermo in rapporto alle tavole trecentesche, dunque pressoché coeve al suo governo.

“Abbiamo colto l’occasione di questa giornata nazionale per realizzare un’ ulteriore opera di restauro per un Museo che amiamo valorizzare; è un museo che non raccoglie solo bellezza, ma comunica il messaggio religioso che ognuna delle opere d’arte presenti ha il compito di trasmettere. Arricchire la galleria degli Arcivescovi, con la restituzione di un ritratto storico, significa riportare in vita e restituire alla memoria l’opera di un uomo che certamente avrà contribuito nel suo tempo a consolidare e rafforzare la presenza del messaggio cattolico nella Chiesa palermitana” dice Bernardo Tortorici di Raffadali, Presidente degli Amici dei Musei Siciliani.

“Accogliamo con piacere il contributo degli Amici dei Musei Siciliani per il restauro di questo interessante frammento della memoria della Diocesi palermitana, confidando nel prosieguo delle tante iniziative che già ci hanno visti collaborare in questi anni”, dichiara il direttore del Museo Diocesano, mons. Giuseppe Randazzo.

Domenica 6 ottobre, ore 12:00

Museo Diocesano di Palermo (Cappella Borremans)

Ingresso libero

Info Museo Diocesano di Palermo:

via Matteo Bonello, 2 (Palazzo Arcivescovile di Palermo), accanto alla Cattedrale

0916077303, 0916077215 – museo@diocesipa.it

www.museodiocesanopa.it

Facebok: Museo Diocesano di Palermo (mudipa)

Instagram: museodiocesanopalermo #mudipa

Twitter: Museo Diocesano Pa @MuDiPalermo

Pinterest: Museo Diocesano Palermo

Youtube: museo diocesano di palermo

 2. Visita ai tetti e al tesoro della Cattedrale

Sabato 5 ottobre 2019, visita serale della Cattedrale di Palermo, dalle 20.30 alle 24.00 (ultimo ingresso 23.30). Vi aspettiamo per visitare i tetti, il tesoro, col nuovo percorso espositivo inaugurato lo scorso 13 maggio, la cripta, le tombe reali, gli absidi, ed i sotterranei.

I biglietti si potranno acquistare il giorno stesso della visita in Cattedrale. (€ 5,00 tetti – € 10,00 Tetti, tombe reali, cripta, tesoro e sotterranei).

Tutti coloro che avranno acquistato i biglietti entro le 23.30 completeranno regolarmente la visita.

La visita dei tetti, permette non solo di scoprire gli elementi artistici architettonici delle pareti esterne della Cattedrale, ma anche di ammirare dall’alto la Città con le sue ricchezze paesaggistiche e monumentali.

Per il tour non è prevista prenotazione. La visita non è consentita ai cardiopatici, a chi soffre di claustrofobia, vertigini, disabilità psicofisica ed attacchi di ansia. Si consigliano inoltre scarpe comode. Per la visita dei tetti i minorenni dovranno essere accompagnati. In caso di cattive condizioni meteorologiche, la visita verrà rinviata.

Per ulteriori informazioni sull’Area Monumentale visitate la pagina dedicata del sito ufficiale della Cattedrale: http://bit.ly/2HnAWQa

Seguiteci anche su: https://twitter.com/CattedralePa

https://www.instagram.com/palermo_cathedral_official/

https://telegram.me/cattedraledipalermo

 3. Sul Tgweb si parla della festa dei giovani con l’Arcivescovo

Festa di inizio anno per i giovani sul Sagrato della Cattedrale, la convocazione regionale dei gruppi e delle Comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo e dedeli in festa a Porticello per la Madonna del Lume. Sono alcuni dei servizi che questa settimana, propone il Tgweb dell’Arcidiocesi di Palermo, il magazine, ideato e realizzato dall’Ufficio per le Comunicazioni Sociali, con la collaborazione dei Servizi informatici che viene postato il sabato sul sulla pagina Facebook dell’Arcidiocesi e sul sito dell’Arcidiocesi.

 

I CHIAROSCURI di Giuseppe Savagnone

1. Ma Cristo è sempre di nuovo crocifisso

Un falso problema

Le polemiche sulla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche, riaccese qualche giorno fa da una dichiarazione del ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, rischiano di nascondere, piuttosto che evidenziare, i reali problemi sia della nostra società che della Chiesa.

È evidente, infatti, che le enormi difficoltà strutturali e culturali in cui si dibatte cronicamente la scuola statale non hanno nulla a che vedere con una simile questione. Come del resto ha riconosciuto lo stesso ministro, che, investito da una bufera mediatica, si è affrettato a ribadire che essa non rientra neanche di striscio nelle priorità del governo.

Forse era meglio dirlo prima, invece di sbilanciarsi in considerazioni personali che sono state subito strumentalizzate (come era ovvio che avvenisse!), dagli organi di stampa per “fare notizia”, dai nemici del governo per prolungare l’equivoco di una “destra” cristiana contro una “sinistra” miscredente.

 

Un equivoco su “destra” e “sinistra”

La verità è che entrambe sono profondamente estranee allo spirito del vangelo. La prima per la sua radicale incapacità di coglierne lo spirito e per la sua tendenza inveterata a usarne i simboli in un’ottica identitaria e discriminatoria che è agli antipodi del messaggio d’amore illimitato verso tutti annunciato da Cristo.

La seconda per la sua adesione a una prospettiva liberal-borghese di stampo individualista, secondo cui si è persone in quanto proprietari di noi stessi – delle nostre facoltà, del nostro corpo («l’utero è mio e ne faccio quello che voglio») –, senza doverne rispondere a nessuno.

Un cristianesimo senza amore e senza Chiesa

Non stupisce, così, che la storia della Lega sia caratterizzata, fino ad oggi, da un doppio binario che l’ha sempre vista, da una parte, imbevuta di elementi religiosi panteisti ed esplicitamente pagani (Calderoli si sposò addirittura con un rito celtico!), nonché sprezzante verso il «primo comandamento» cristiano, quello di amare Dio e gli altri esseri umani anche se lontani e perfino nemici; dall’altra critica verso le gerarchie ecclesiastiche, troppo morbide verso i nemici della fede (soprattutto l’islam), e convinta di rappresentare meglio di esse il “vero” cristianesimo, ridotto peraltro alla sua crosta superficiale.

 

Il trionfo dell’individuo

Così come non stupisce la ricorrente battaglia del Pd – a dispetto dell’alleanza tra socialisti e cattolici da cui esso ha avuto origine – a favore di una “cultura dei diritti” che interpreta questi ultimi sganciandoli dai doveri e privilegiando, di conseguenza, quelli civili (modellati, a loro volta sul diritto di proprietà), a detrimento di quelli sociali e delle responsabilità che ne deriverebbero.

Con la conseguente indifferenza verso le forme comunitarie – prima fra tutte la famiglia – che su questo inscindibile intreccio di diritti e responsabilità si fondano. E l’altrettanto inevitabile risultato di privilegiare le preferenze dei più forti, economicamente e socialmente, rispetto alle esigenze e alla dignità dei più deboli (dall’embrione, al malato terminale, alla donna che “affitta” il proprio utero).

Di fronte a questo quadro, che vede tanti crocifissi in carne ed ossa vittime di logiche disumane, il problema dei crocifissi di legno nelle scuole diventa francamente molto secondario.

L’eredità ricevuta da papa Francesco

A maggior ragione lo è, in questo momento, per la Chiesa, che non solo deve fronteggiare, all’esterno, questi allarmanti scenari culturali, ma si trova alle prese, al suo interno, con una crisi profonda, al tempo stesso di ordine dottrinale e strutturale, in cui stanno venendo al pettine i nodi del passato.

Il pontificato di papa Francesco ha ereditato, infatti, tutto l’immenso carico di problemi irrisolti che il suo predecessore, onestamente, si era ritenuto incapace di affrontare.

 

Da una Chiesa arroccata…

Problemi di principio, innanzi tutto. La Chiesa di Benedetto rischiava di ridursi a una roccaforte, impegnata con tutte le sue forze a difendere i «valori non negoziabili», vale a dire la sacralità della vita biologica (dell’embrione o del malato terminale), la famiglia fondata sul matrimonio e a libertà della scuola (cattolica).

Una cittadella assediata. Senza dire che il concetto stesso di “valori non negoziabili” – ridotti a tre – poteva dar luogo all’equivoco che tutti gli altri fossero invece negoziabili…

 

…Ad una aperta e centrata sull’essenziale

Francesco ha esordito, già col suo stile e poi con i suoi documenti, capovolgendo questo atteggiamento difensivo – e l’immagine di Chiesa che gli era connesso – in uno sereno e dialogico.

Al tempo stesso, però, ha allargato l’orizzonte e ristabilito il primato dell’essenziale, sottolineando con forza che l’annuncio fondamentale del vangelo non è di ordine morale, ma teologale, salvifico – Dio ci ama e ci salva! – e che, nella stessa sfera morale, il valore non negoziabile, da cui tutti gli altri derivano la loro intangibilità, è l’essere umano.

Non l’Uomo, ma gli uomini, le donne reali, con le loro povere storie piene di errori e di contraddizioni, con le loro fragilità, con il loro anelito, sempre incompiuto, al bene.

Gli uomini e le donne che Gesù ha incontrato nel suo cammino e a cui ha detto che il Padre li amava anche così com’erano, e che perciò potevano rialzarsi.

 

La misericordia al centro

Perciò Francesco ha insistito sulla misericordia, nello stile di Gesù, non subordinandola al preventivo pentimento, ma donandola come un appello ad esso e alla conversione: «Neanch’io ti condanno. Va’ e d’ora in poi non peccare più» (Gv 8,11).

Da qui un richiamo – in piena linea con la grande tradizione del pensiero cattolico – al superamento di una morale delle regole precostituite e al primato della coscienza personale, anche se non in chiave individualistica, ma, al contrario, nella prospettiva di una dimensione comunitaria indispensabile per superare il rischio del soggettivismo.

 

Una duplice minaccia

Era un rinnovamento necessario, se si voleva uscire dalla logica puramente difensiva e proporre alla nostra società una versione più adeguata del messaggio cristiano. Ma ha dovuto fare i conti con una duplice minaccia.

Da una parte, quella di un clima culturale fortemente secolarizzato, impregnato di individualismo e soggettivismo, che ha portato molti a scambiare questa lettura – non meno, anzi più rigorosa ed esigente della precedente – per una rinunzia a parlare ancora di peccato (quando invece proprio il richiamo alla salvezza e alla misericordia lo implica!).

Dall’altra, quella di una rivolta di quanti erano abituati alla via facile delle regole, alla sicurezza dei tre “valori non negoziabili”, e hanno visto in questa apertura di orizzonti il dissolvimento della morale cristiana.

Una protesta che, a dire il vero, è stata alimentata dalla mancanza di direttive più concrete sulle modalità di quell’accompagnamento ecclesiale che il papa ha sempre unito al cammino della coscienza personale. Col risultato che la prima minaccia di cui abbiamo parlato si è spesso realizzata, per mancanza di più precisi punti di riferimento ecclesiali.

 

I problemi strutturali

Dicevo prima che i problemi della Chiesa ereditati da Francesco non erano solo di ordine dottrinale, ma anche strutturale.

Il Vaticano è un riassunto di questi problemi. Benedetto ne è stato soverchiato e alla fine ha dovuto prendere atto della sua impotenza. Francesco non sembra in grado neanche lui di fronteggiare con successo questa situazione. Anzi, ha tutta l’aria di aver ereditato dal suo predecessore, oltre al problema, un limite che rende impossibile risolverlo, vale a dire l’incapacità di individuare i collaboratori giusti.

Benedetto si è fidato del card. Bertone, Francesco del card. Pell, e non solo. La notizia di nuovi gravi scandali finanziari, legati a monsignori e cardinali “di fiducia” del papa, fa temere che anche i successori di Pell non siano stati degni di questa fiducia.

 

Il Dio crocifisso nella storia degli uomini

Il credente non può non soffrire di tutto questo, anche se sa bene che fin dall’inizio Gesù sapeva di non aver lasciato la sua Chiesa in buone mani (dei dodici, Giuda lo tradì, Pietro lo rinnegò, gli altri scapparono) e si ricorda che in secoli successivi, per fortuna ormai lontani, abbiamo avuto personaggi – perfino papi – ben più scandalosi di Bertone, di Pell o dei monsignori dell’ultima ora.

Forse egli può vedere, in quello che accade oggi – la situazione culturale dell’Occidente, le divisioni della Chiesa, gli scandali del Vaticano – un nuovo modo in cui il suo Dio viene crocifisso, non simbolicamente, sulla parete di un’aula scolastica, ma ben più tragicamente, nella storia degli uomini. Non è una rinunzia a lottare per una cultura e per una Chiesa diverse, ma la presa di coscienza che questa lotta sarà lunga e non sarà mai conclusa una volta per tutte.