L’Arcivescovo rivolge una preghiera all’Immacolata per le mamme e le donne in difficoltà

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IN QUESTO NUMERO

IN PRIMO PIANO

  • L’Arcivescovo rivolge una preghiera all’Immacolata per le mamme e le donne in difficoltà

NOTIZIE DIOCESIPA

  • Lectio Divina dell’Arcivescovo con i giovani
  • Ritiro di Avvento per la rete mondiale di preghiera del Papa
  • Convocazione Cenacolo natalizio dell’U.A.C.
  • Quarantennale della Scuola teologica di base
  • Il Seminario avvia la Settimana vocazionale

NOTIZIE DALLE PARROCCHIE E DALLE ASSOCIAZIONI

  • Fratel Biagio lancia un messaggio all’Inghilterra: “Non uscire dall’U.E.”
  • Convegno per il XXV della Comunità Kairos
  • XX anniversario della morte di padre Placido Rivilli
  • Concerto per organo nella Parrocchia Maria Santissima della Lettera
  • Alla libreria Macaione si presenta il libro “La scommessa cattolica”

AGENDA DEGLI APPUNTAMENTI

  • Inaugurazione della mostra temporanea collettiva: “Natale in Casa Puglisi”
  • Convegno sulla dignità del vivere
  • Sul Tgweb si parla del 40° anniversario della Scuola Teologica di base

I CHIAROSCURI di Giuseppe Savagnone

  • Il populismo dalla rivoluzione alla conservazione

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IN PRIMO PIANO

1. L’Arcivescovo rivolge una preghiera all’Immacolata per le mamme e le donne in difficoltà

In occasione della quinta processione in onore dell’Immacolata, dal suo insediamento alla guida della diocesi, l’Arcivescovo mons. Corrado Lorefice, rivolge a Maria una preghiera per le mamme, per le donne in difficoltà, per l’intera città. Pensa alle tante donne in trepidante attesa di una vita che sta per arrivare, ma anche a coloro che vivono una gravidanza non desiderata, perché vittime di violenze e costrizione, o di giudizio e di emarginazione.

“Ti affidiamo – ha detto Lorefice – ogni vita che si accende nel grembo di ogni donna, aiutaci a capire la bellezza della responsabilità che è legata a ogni atto di amore che è espresso con il linguaggio sessuale, ma anche le mamme che conoscono il dramma di figli che fanno uso di droghe, ingannati per mero lucro dai mercanti di morte, e quelle che conoscono il dramma della migrazione a motivo della guerra e della fame, eventi epocali generati dalle inique scelte di questo nostro mondo occidentale che esporta il falso e mortale idolo del profitto voraginoso e fomenta la cultura dello scarto e dell’odio.

Piazza San Domenico è colma di fedeli quando la splendente statua dell’Immacolata fa il suo ingresso, portata in spalla dai confrati del Porto e Riporto e accompagnata da sacerdoti, seminaristi, scout, famiglie. “A te, Maria – aggiunge Lorefice – guardano Palermo e le nostre città che, come madri, conoscono il travaglio della giustizia e del bene comune per divenire sempre più casa, ospitali per tutti, nella condivisione delle gioie e dei dolori e della costruzione della pace, città luoghi di umanità e di legalità dove tutti si realizzano nel lavoro e nella corresponsabilità”. E poi una preghiera per chi serve la città nelle diverse istituzioni e amministrazioni, “perché siano mossi esclusivamente da spirito di creativo e responsabile servizio, a partire dai più fragili e poveri” e per la Chiesa palermitana, “donale audacia di testimonianza sulle orme dei nostri grandi testimoni della fede e della carità, come i beati Giacomo Cusmano e Giuseppe Puglisi”.

Al termine, il tradizionale omaggio floreale all’Immacolata posta sulla colonna settecentesca, appena restaurata. A tenere tutti i presenti con in naso all’insù i vigili del fuoco che si arrampicano sulla lunghissima scala accompagnati da un grande applauso.

NOTIZIE DIOCESIPA

1. Lectio Divina dell’Arcivescovo con i giovani

Giovedì 12 dicembre 2019, alle ore 21, presso la parrocchia Maria Santissima d Pompei, si terrà la consueta “Lectio divina” dell’Arcivescovo, mons. Corrado Lorefice con i giovani. L’iniziativa è stata organizzata dal Servizio Pastorale giovanile, diretto da don Giuseppe Calderone.

 

 

2. Ritiro di Avvento per la rete mondiale di preghiera del Papa

Sabato 14 dicembre 2019, si svolgerà il ritiro di Avvento per la rete mondiale di preghiera del Papa. “L’incontro, aperto a tutti gli iscritti dell’Apostolato della preghiera – dice il direttore padre Salvatore Fiumanò – si svolgerà a partire dalle ore 9 presso la comunità di Santa Cristina dei passionisti al Borgo Nuovo.

3. Natale dello sportivo alla Missione “Speranza e carità”

Il Centro sportivo Italiano organizza il Natale dello sportivo alla Missione “Speranza e carità” di via Decollati 29 a Palermo. L’evento si svolgerà lunedì 16 dicembre 2019, alle 18.30, nella Casa di Preghiera di tutti i Popoli nella Cittadella del Povero e della Speranza, dove sarà celebrata una santa Messa. Durante l’offertorio sarà possibile aiutare la Missione, fondata e diretta da Biagio Conte, donando generi alimentari, prodotti per la cura della persona e per la pulizia dei locali.

4. Convocazione Cenacolo natalizio dell’U.A.C.

Martedì 17 dicembre 2019 si svolgerà il cenacolo dell’Unione apostolica del clero del circolo 712 presso il Seminario arcivescovile “San Mamiliano”, in via dell’Incoronazione, 7 a Palermo. Alle ore 19 sarò celebrata la santa Messa presieduta dal presidente don Giuseppe Di Giovanni e alle ore 21 seguirà un incontro di fraternità sacramentale con la riflessione dello stesso presidente sul presbiterio diocesano.

5. Quarantennale della Scuola teologica di base

La Scuola Teologica di Base “San Luca Evangelista” insieme alla Caritas Diocesana scambierà gli auguri di Natale e condividerà “il pane” mercoledì 18 dicembre 2019 alle ore 18 presso il centro “San Carlo e Santa Rosalia” – vicolo San Carlo 58/60. Chiunque lo desidera potrà contribuire e condividere l’apericena portando cibi pronti, dolci e salati o beni di prima necessità che saranno donati al Centro. L’iniziativa è prevista nell’ambito del quarantennale della Scuola teologica di base.

NOTIZIE DALLE PARROCCHIE E DALLE ASSOCIAZIONI

1. Fratel Biagio lancia un messaggio all’Inghilterra: “Non uscire dall’U.E.”

Fratel Biagio Conte, il missionario laico che non si arrende mai, è arrivato a Londra a piedi, partendo da Genova percorrendo circa 1900 chilometri in 151 giorni, per portare un messaggio di speranza all’Inghilterra; ora è ospitato in un convento. Nella lettera Fratel Biagio scrive: ”Carissima e preziosa nazione dell’Inghilterra non commettere l’errore di uscire dall’Unione Europea. Non permettere che il male vinca sul bene. Il male sta facendo di tutto per dividere, per fomentare divisioni, ma rispondiamo al male, alle incomprensioni, ai disaccordi, con il bene, con la pace, la solidarietà, con il perdono e la riconciliazione per essere veri costruttori di pace e di una indispensabile Unione Europea.

La storia ci insegna che la comunione e l’unione creano la forza, la vera speranza per raggiungere così al più presto un’unione mondiale indispensabile per il benessere di tutta l’umanità che in questo momento è tanto indebolita e a rischio”.  Il missionario porta con se anche due cartelli con messaggi in inglese: “Beloved English nation be wise and reconsider remaining steadfast in the European Union and in the World”.  E poi “Dearest English nation, do not make the mistake of leaving the European Union. Your participation alongside other European countries keeps the dangers of injustice and war at bay”. Fratel Biagio spera di consegnare questo messaggio, alla Regina Elisabetta II, al Governo e al Parlamento dell’Inghilterra e a tutte le persone di buona volontà.

Il missionario è partito dal porto di Palermo con il traghetto per arrivare a Genova, da qui a piedi si è recato a Milano, poi, sempre a piedi, a Berna, passando per la Svizzera; ha percorso tratti in Germania e in Francia si è recato nelle tre sedi dell’Unione Europea, Strasburgo, Lussemburgo e Bruxelles; ha incontrato il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli e tanti Eurodeputati di diverse nazioni. Ha sentito di continuare il cammino verso l’Inghilterra; lo ha raggiunto dall’Italia Fratello Davide della Missione Speranza e Carità di Palermo e insieme hanno percorso Olanda, Francia e si sono imbarcati per raggiungere Dover, in Inghilterra, per poi continuare verso Canterbury e infine Londra. In questo cammino Fratel Biagio ha parlato con vescovi, sacerdoti, emigranti italiani, politici, gruppi di preghiere, tanti cittadini di vari paesi, parlando dei “Veri Diritti Umani” e del “Vero Umanesimo”. “Tutti hanno diritto a mangiare, – sottolinea il missionario – ad avere una casa, un lavoro; vale per ogni emarginato, emigrante, immigrato, profugo, persona. Solo tutti insieme, come Unione Europea, si può seminare per un unione mondiale”.

Fratel Biagio è un missionario laico fondatore della Missione Speranza e Carità che accoglie nelle sue comunità di Palermo oltre 1100 persone in difficoltà di ogni parte del mondo; da circa quattro anni, ha intrapreso una nuova missione, ha percorso migliaia di chilometri a piedi in Europa, attraversando pure il Marocco per portare un messaggio di speranza e fratellanza verso ogni uomo.2

2. Convegno per il XXV della Comunità Kairos

La Comunità “Kairòs” in Santa Maria della Catena, in occasione del XXV della costituzione, organizza un Convegno sul tema: “Quali cristianesimi oggi nella Chiesa di Francesco” che si svolgerà giovedì 12 dicembre 2019 alle ore 18.30, nella chiesa Santa Maria della Catena” di piazza Marina a Palermo.

“Nella Chiesa di papa Francesco appare sempre più evidente che, a fronte di una precisa linea che ha assunto questo pontificato – dichiara il rettore don Carmelo Torcivia – si siano delineate forti resistenze e addirittura minacce di scisma. Si tratta solo di modi di manifestare il dissenso oppure sono in ballo diverse visioni di cristianesimo?”. Interverranno Fra Sabino Chialà, monaco di Bose e il prof. Roberto Mancini, Docente di Filosofia all’Università di Macerata. Modera don Carmelo Torcivia.

La Comunità Kairós è sorta a Palermo nel 1994 per iniziativa di don Carmelo Torcivia e di un gruppo di laici accomunati dal desiderio di rifondare il proprio cammino di fede sull’ascolto della Parola di Dio attraverso la Lectio Divina.

Info: http://www.comunitakairos.it / o scrivere a info@comunitakairos.it

3. XX anniversario della morte di padre Placido Rivilli

Il Movimento “Presenza del Vangelo” celebra il XX anniversario della morte del fondatore padre Placido Rivilli, con un incontro dal titolo: “Da padre Rivilli in carisma: profezia per il nostro oggi?” che si svolgerà venerdì 13 dicembre 2019, alle ore 16, nella chiesa Santa Maria degli Angeli – La Gancia a Palermo. Dopo i saluti di Paola Geraci, responsabile generale del Movimento, Pina Gulisano, responsabile generale dell’ISMV e fra Salvatore Ferro, vicario provinciale ofm Sicilia, interverranno la prof.ssa Anna Pilato e mons. Salvatore Consoli. Modera Pino Sclafani direttore della Rivista Presenza del Vangelo. Prevista una Liturgia della Parola presieduta da fra Lorenzo Ficano ofm, assistente spirituale del Movimento.

4. Concerto per organo nella Parrocchia Maria Santissima della Lettera

Riprende a suonare l’organo a canne della Parrocchia Maria Santissima della Lettera all’Acquasanta, guidata da don Antonino Rocca. Per festeggiare l’evento, domenica 15 dicembre 2019, alle ore 17 si svolgerà il concerto “Un suono che eleva l’animo al cielo” a cura del maestro Diego Cannizzaro che eseguirà musiche di Lorenzo Perosi, Cesar Franck e Filippo Cappocci.

5. Alla libreria Macaione si presenta il libro “La scommessa cattolica”

Martedì 17 dicembre alle ore 18, allo Spazio cultura della libreria Macaione in via Marchese di Villabianca, 102 a Palermo si presenta il libro di Chiara Giaccardi e Mauro Magatti “La scommessa cattolica”, edizioni Il mulino. Dialogano con gli autori Giuseppe Notarstefano e don Carmelo Torcivia. Interverrà l’Arcivescovo, mons. Corrado Lorefice. Modera Nuccio Vara.

AGENDA DEGLI APPUNTAMENTI

1. Inaugurazione della mostra temporanea collettiva: “Natale in Casa Puglisi”

Lunedì 16 dicembre 2019, alle ore 11, presso l’Aula Didattica della Casa Museo del Beato Giuseppe Puglisi, sarà inaugurata la VI edizione della Mostra Collettiva all’interno dell’iniziativa “Natale in Casa Puglisi”. Attraverso questo evento, ancora una volta, la Casa Museo intende confermare la sua connotazione di spazio da vivere, luogo dell’incontro in cui crescere nella fede, nel senso civico, nell’apertura all’altro e nella solidarietà e nel quale accogliere tutti coloro che desiderano conoscere il Beato. L’evento sarà un’occasione per stimolare la sensibilizzazione alla conoscenza dell’arte contemporanea. La mostra si potrà visitare dal 16 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020, nei giorni di apertura della Casa Museo e su prenotazione.

Info su www.casamuseobeatopuglisi.it e www.centropadrenostro.it

2. Convegno sulla dignità del vivere

S’intitola “La dignità del vivere. La cultura della vita verso un nuovo Umanesimo” il convegno in programma alle 9 di sabato 14 dicembre 2019, nel Teatro Parrocchiale “Don Orione”, in via Ammiraglio Rizzo 68. A organizzare l’evento il Movimento per La Vita di Palermo in collaborazione con Avulss, Cesvop, AMCI, Pastorale della Salute, Comunità di Israele, Palermo Felicissima, Forum Vita Famiglia Educazione e Federvita Sicilia. Un’occasione per prendere coscienza e diventare più consapevoli, attraverso il confronto tra addetti ai lavori, rispetto a temi che coinvolgono e riguardano la comunità tutta.

A portare i saluti istituzionali sarà la dott.ssa Sandra La Porta, presidente del Movimento per la Vita di Palermo, che modererà anche i lavori. Interverranno l’avv. Federico Pirera, la cui relazione sarà su Dat e suicidio assistito “Aspetti legislativi e risvolti giurisdizionali”. “Le risorse del territorio nell’assistenza al malato terminale” il tema dell’intervento del dott. Paolo Giarrusso, medico di famiglia, al quale seguirà quello del dott. Francesco Di Leonardo, AMCI, sulle “Cure palliative ovvero di supporto”. Un breve coffe break e alle 11.30 circa si riprenderà parlando della “Difesa della vita umana al suo tramonto – prospettive culturali” con la dott.ssa Assuntina Morresi, membro del Comitato Nazionale per la Bioetica e presidente di “Federvita Umbria”.

“La Chiesa e il fine vita” il tema dell’intervento del dott. Angelo Vecchio, NPI – Direttore Ufficio Diocesano Pastorale della salute Diocesi di Palermo – AMCI “, mentre “La coscienza del medico nelle problematiche del fine vita” quello del dott. Raffaele Pomo, presidente regionale AMCI. Un sabato mattina che si annuncia pieno di spunti e stimoli pronti ad alimentare il dibattito non solo tra addetti ai lavori. Diversi, infatti, gli interventi che impreziosiranno l’evento. Porteranno il loro prezioso contributo: il presidente dell’Ordine dei Medici, il dott. Salvatore Amato; la prof.ssa Domenica Airò Farulla, Fidapa; la dott.ssa Maria Rosa Danna e la dott.ssa Loredana Messina, rispettivamente responsabile del Dipartimento Materno Infantile e responsabile dell’Hospice Perinatale dell’ospedale “Buccheri La Ferla”.  Ingresso libero.

3. Sul Tgweb si parla del 40° anniversario della Scuola Teologica di base

La Scuola teologica di base celebra i 40 anni di attività, le suore del Bell’Amore concludono le celebrazioni del giubileo e Comunicare i Beni Culturali, Architettonici, le Tradizioni Religiose e Popolari di Sicilia. Sono alcuni dei servizi che questa settimana, propone il Tgweb dell’Arcidiocesi di Palermo, il magazine, ideato e realizzato dall’Ufficio per le Comunicazioni Sociali, con la collaborazione dei Servizi informatici che viene postato il sabato sulla pagina Facebook dell’Arcidiocesi e sul sito dell’Arcidiocesi.

Info: https://www.youtube.com/user/tgwebdiocesipa

I CHIAROSCURI di Giuseppe Savagnone

1. Il populismo dalla rivoluzione alla conservazione

La fuga dei senatori

Il passaggio alla Lega di tre senatori dei 5stelle – Grassi, Lucidi e Urraro – non costituisce certo una sorpresa. Già da tempo i sondaggi avevano segnalato la progressiva dissoluzione del patrimonio di voti capitalizzato dal movimento nelle elezioni del 4 marzo 2018; ora lo sfaldamento si manifesta anche a livello parlamentare e sembra destinato ad accentuarsi, se è vera l’affermazione di uno dei fuorusciti secondo cui stanno per abbandonare il gruppo parlamentare pentastellato da 20 a 30 persone.

Il rompicapo del Mes

L’occasione della rottura “ufficiale” è stata l’approvazione da parte del movimento 5stelle, in Parlamento, della risoluzione che dà il via libera – sia pure in una logica di gradualità e sottoponendolo a continui controlli – al cosiddetto “Mes” (Meccanismo europeo di stabilità), comunemente denominato “Fondo Salva-stati”, contestatissimo dalle opposizioni di destra e nei cui confronti anche i grillini in passato erano stati molto critici e sono stati fino all’ultimo, anche adesso, molto recalcitranti.

Non è il caso, qui, di entrare nel merito della controversia. Alzi la mano chi ha veramente capito fino in fondo i vantaggi e i rischi di questa innovazione, a cui l’Unione Europea ha chiesto ai propri membri di aderire.

Per quanto mi riguarda posso solo prendere atto che solo un competente di economia sarebbe in grado di dare una valutazione sensata e che quelli che lo sono forniscono, però, pareri non solo divergenti, ma addirittura opposti. A questo punto mi sembra estremamente improbabile che dietro lo scambio di insulti e di accuse tra i partiti di governo e quelli di opposizione ci sia una reale percezione dei vantaggi da un lato, dei pericoli dall’altro, di questa misura.

E, a maggior ragione, che i senatori in uscita dal movimento 5stelle abbiano prima votato contro di essa, rompendo col loro gruppo parlamentare, e poi siano addirittura usciti dal partito, perché chiaramente consapevoli degli aspetti tecnici della questione.

Una evidente incoerenza

A essere decisivo è stato, verosimilmente, il problema politico, e cioè il fatto che, a torto o ragione, i pentastellati avevano sempre avversato, quando erano all’opposizione, tutto ciò che si collegava all’Europa unita (fio al punto di prospettare, come priorità, un referendum per uscire dall’area della moneta unica, l’euro), e ora invece, stando al governo, sembrano assai meno decisi nell’ostacolare la linea europeista del Pd (a cui è funzionale l’approvazione del Mes).

 

Di fronte a questa evidente contraddizione, ha buon gioco Matteo Salvini quando dichiara: «Le porte della Lega sono aperte a tutti gli eletti e gli elettori a 5 Stelle che mantengono coerenza, onore e dignità».

E la reazione di Di Maio, che parla un «listino prezzi dei senatori del mercato delle vacche aperto da Salvini» e chiede «quanto costa al chilo un senatore per la Lega» non può bastare per mascherare i due drammatici problemi che il movimento 5stelle si trova ad affrontare.

Il dilemma dei 5 stelle

Il primo, di breve durata, è il dilemma che lo costringe a scegliere se restare al governo, accettando i condizionamenti che questa permanenza comporta e che costituiscono una smentita di molte promesse fatte ai propri elettori, oppure affrontare le elezioni, col rischio concreto di uscirne drasticamente ridimensionato in termini di voti e di rappresentanza parlamentare.

Con l’incubo di rendere sempre più incombente, con la scelta della prima alternativa, il suddetto rischio e, conseguentemente, di essere sempre meno in grado di uscire dal governo. Un circolo vizioso mortale, di cui l’abbandono da parte dei tre senatori è un evidente segnale.

Il più grave problema

Ma c’è per il movimento 5stelle un secondo problema, ben più grave, che le furibonde esternazioni di Di Maio non possono esorcizzare, ed è l’evidente fallimento, dopo quasi due anni di prova e la partecipazione a due diversi governi, del sogni del populismo.

Con la vittoria strepitosa del 4 marzo 2018 i 5stelle avevano raggiunto un posizione di assoluta e indiscutibile egemonia nei confronti degli altri partiti, sia di destra che di sinistra.

E i toni trionfalistici con cui avevano avviato la loro esperienza di governo, annunciando che «per la prima volta nella storia» (parole di Di Maio) la politica avrebbe lavorato nell’interesse dei cittadini, rispecchiavano questa orgogliosa sicurezza.

Una nuova casta…

Oggi di una tale pretesa non rimangono che le macerie. I fatti hanno dimostrato che la battaglia per abolire la casta – le poltrone – dà luogo soltanto a una nuova casta, ancora meno capace di ricambio della precedente. Nessun leader politico del passato “attaccato alla poltrona” avrebbe potuto restaci seduto un minuto di più, se avesse collezionato anche solo la metà dei disastri fatti da Di Maio, il capo politico più inamovibile della storia della Repubblica.

…Di incompetenti

Né meno evidente è stata l’incapacità del movimento di contrastare, con i suoi esponenti provenienti dal “popolo”, i professionisti della politica, primo fra tutti l’ex alleato Salvini, che, partendo da una posizione di nettissimo svantaggio – il 17% dei voti contro il 32% – in pochi mesi di governo condiviso ha ribaltato il rapporto.

La debolezza programmatica

Non si è trattato, peraltro, solo di limiti personali. La linea dei pentastellati è apparsa anche programmaticamente debole, soprattutto nel governo Conte 1, lasciandosi risucchiare, malgrado tentennamenti e resistenze, dall’ossessiva campagna del leder leghista contro gli immigrati e cedendo su punti in passato ritenuti decisivi, come quello dell’accettazione del condono fiscale e quello della negazione dell’autorizzazione a procedere, da parte della magistratura, nei confronti dell’alleato di governo.

Per non parlare del cedimento sulla Tap e di quello, ancora più grave (anche se mascherato da opposizione) sulla Tav.

 

Quanto al Conte 2, anche qui le giravolte e le finte rotture nei confronti degli alleati di governo sono sembrate soprattutto un modo per tenere a bada ai malumori interni, cedendo poi nella sostanza alla logica imposta dai fatti.

Col duplice risultato di indebolire seriamente il governo su cui i 5stelle avevano puntato per evitare un probabile trionfo elettorale di Salvini, e di manifestare l’inconsistenza del proprio antieuropeismo.

Il populismo non funziona

Insomma, l’esperienza di governo dei 5stelle è stata la prova che il populismo, come proposta politica radicalmente innovativa, non funziona. Invece ha dato ottimi risultati quando è stato utilizzato strumentalmente, come ha fatto Salvini.

In questo caso, però, non si trattava di una alternativa al vecchio sistema, ma di una sua conferma trasformistica. La Lega era stata a lungo al governo durante la vecchia Seconda Repubblica, contro cui il popolo italiano è insorto nelle elezioni dei 4 marzo ed era responsabile di molte delle cose – per esempio il trattato di Dublino, che costringeva l’Italia ad accogliere gli immigrati – contro cui poi ha protestato con indignazione.

Non a caso Salvini non ha mai rotto la sua alleanza con la figura più emblematica del vecchio regime, Silvio Berlusconi.

Il populismo strumentale della Lega

Alla Lega, a differenza che ai 5stelle, il populismo è servito solo come immagine.

Il suo personale è costituito da esponenti di partito, abili nel mascherarsi da “uomini della strada” e a intercettare e solleticare gli umori della gente a scopi elettoralistici. A fronte del populismo “vero” dei 5stelle, che avrebbe realmente aspirato a cambiare la società anche se ha dimostrato di non averne i mezzi, quello salviniano è sostanzialmente conservatore, pur non esitando a ricorrere al mito dell’ “uomo forte” e dei “pieni poteri”.

Ma la storia insegna che si può conservare anche facendo apparenti rivoluzioni.

Non chiamiamolo fascismo

È difficile fare previsioni su ciò che accadrà nel prossimo futuro.

Il governo potrebbe durare ancora a lungo, perché più aumentano le difficoltà dei 5stelle, più cresce la loro esigenza di tenerlo in piedi per evitare il ritorno alle urne. Ma lo sfaldamento potrebbe assumere proporzioni così massicce da erodere la maggioranza, almeno al senato.

In ogni caso, prima o poi è probabile che le elezioni ci siano e che Salvini vada al governo, perché, come ha detto l’indagine del Censis, il 48% degli italiani desidera un «uomo forte» al potere.

Non chiamiamolo fascismo, per carità!

Qualunque altro nome si dia a questo futuro, più o meno prossimo, sarebbe bene che il rimanente 52% delle persone, finora divise, distratte o indifferenti, cerchino di svegliarsi e, finalmente avvertite dell’illusorietà del miti del “vero” populismo, cerchino di creare un’alternativa alla trionfale avanzata di quello “falso”, che nessuno deve azzardarsi a chiamare fascismo.

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