LETTERA APERTA AI “FRATELLI TUTTI” DELLA NOSTRA DIOCESI DI PALERMO

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L’iniziativa è del Consiglio Pastorale Diocesano che interpreta l’impegno della nostra Chiesa in questo tempo drammatico segnato dalla pandemia
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La Chiesa assume le gioie e le speranze, le difficoltà e i bisogni del territorio in cui opera, le fragilità che lo attraversano, le incertezze e le ferite dei volti che lo abitano. Nella luce del Vangelo accoglie le sfide sociali del tempo che stiamo attraversando e quelle che ci attendono. Il Vangelo annunciato ai poveri rende discepoli di Gesù tutti noi compagni di strada nel vivere le fatiche e le risorse della vita.

Il nostro Consiglio Pastorale Diocesano condivide profondamente la passione del suo pastore, Mons. Corrado Lorefice, perché i cristiani di Palermo siano sempre più capaci di manifestare la loro prossimità e di dimostrare la loro cura a coloro che oggi soffrono in modo più drammatico: pensiamo in particolare a tutti coloro che attraversano il disagio delle nuove forme di povertà determinate o aggravate dalla pandemia, così come a coloro che ne scontano le drammatiche ripercussioni indirette, a cominciare dall’acuirsi della violenza familiare e sociale e dall’accrescersi di disuguaglianze che creano le condizioni fertili per il radicarsi della malavita.

E per questo – nel condividere e nell’interpretare quotidianamente la presenza della Chiesa nel cuore delle nostre città oggi così dolenti –  riponiamo il nostro più grande auspicio nelle alleanze tra le istituzioni educative: creiamo possibilità e interventi che ci consentano di riformulare davvero le logiche su cui si fonda il nostro senso di comunità, in modo da esprimere nuovi segni di unità e realizzare nuovi presidi di solidarietà.

I dolorosissimi eventi che nelle ultime settimane ci hanno così spesso lasciati attoniti, sgomenti, hanno anche acuito la necessità di ricordare il compito cristiano di lasciarci interpellare dalla storia, perché la Chiesa sia sempre più e sempre meglio luogo di ascolto e di accoglienza di tutte le fatiche di questa comunità, e noi diventiamo portatori di una parola di speranza nelle molte periferie dell’esistenza e della convivenza.

È un monito che ci richiama all’attenzione verso i più giovani, verso i piccoli, che in questo angoscioso periodo stanno soffrendo di più la mancata possibilità di poter crescere con l’accompagnamento di relazioni sincere, di amicizie nutrienti, di sostegno adeguato. Stiamo vicini ai loro genitori, che oggi hanno particolare bisogno di essere aiutati dinanzi ad una responsabilità che presenta emergenze inedite e insidie implicite.

È un monito che ci pone drammaticamente di fronte alle conseguenze che si determinano ogni volta che la logica della violenza prevale su quella dell’amore, ricordandoci il quotidiano imperativo di una costante, autentica educazione alla relazione, vicini a chi la violenza rischia ancora di commetterla, tanto quanto a chi rischia ancora di subirla.

Ed è un monito che ci riporta ad arginare il rischio di una capillare penetrazione del fenomeno mafioso nella nostra società: il ripresentarsi improvviso di questo allarme tra le conseguenze della pandemia, ci ha chiarito ancora una volta come la strada a questo pericolo venga aperta puntualmente dal degrado sociale e dal disagio economico, dalla difficoltà per i giovani di trovare un lavoro e di immaginare un futuro. Tutte circostanze dinanzi alle quali è necessario uno sforzo collettivo di solidarietà, che si richiami a quel desiderio di dignità e di giustizia che tutto il territorio della Diocesi di Palermo ha ben maturato e ben conosce.

È urgente e necessario per noi cristiani palermitani, raccogliere anche queste sfide, con l’assunzione di un impegno serio, responsabile e credibile, a titolo personale e come membri della comunità ecclesiale diocesana.

Vogliamo dimostrarci pronti ad accompagnare, attraverso le nostre Parrocchie, i cammini della famiglia e della scuola, costruendo cantieri educativi all’interno dei quali avviare processi adeguati alle necessità di oggi: condividendo la cura per la crescita delle nuove generazioni, sentiamo la necessità di strutturare percorsi sinergici, nell’ottica di un umanesimo integrale, per offrire futuro e speranza agli uomini ed alle donne di domani.

Vogliamo che mai più l’assenza o la carenza delle istituzioni lascino campo libero a forze oscure e distruttive: per questo, come cittadini nella Chiesa e cristiani nella società, chiamiamo a collaborare tutti coloro che hanno ruoli di responsabilità nell’ambito civico e in quello sociale.

Facciamo nostro l’invito che Mons. Lorefice ha rivolto ai giovani nella chiesa di San Nicolò di Bari a Termini Imerese: “en marche”, “avanti”, in cammino a fianco degli uomini e delle donne della nostra terra, pronti a rispondere con lo stile del Vangelo, per contribuire a costruire un futuro di pienezza in una società più umana.

Ci assista la santissima Madre di Dio Odigitria che continua ad indicarci la Via della Verità e della Vita.

3 marzo 2021

Il Consiglio Pastorale Diocesano