“Favorire il prodigioso scambio fra l’incontro con il Risorto e alcune soglie della Fede”

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IN QUESTO NUMERO

 

IN PRIMO PIANO

  • Primo annuncio: “Favorire il prodigioso scambio fra l’incontro con il Risorto e alcune soglie della Fede”

 

NOTIZIE DIOCESIPA

  • Al via la Scuola di formazione liturgica “G. M. Tomasi”
  • L’Arcivescovo incontra i giovani del II vicariato
  • Catecumeni: aggiornamento per i catechisti
  • Giornata del dialogo cristiano islamico 2019

 

NOTIZIE DALLE PARROCCHIE E DALLE ASSOCIAZIONI

  • Calendario incontri 2019/2020 dei Ministranti dell’Arcidiocesi di Palermo
  • A Sciara l’Immacolata compatrona del paese
  • Il Centro sportivo italiano conferisce il mandato

 

AGENDA DEGLI APPUNTAMENTI

  • Parrocchie allo stadio “Renzo Barbera” gratis per sostenere la squadra rosanero
  • Al via mini-corso di formazione per la caseificazione
  • Il Centro San Carlo e Santa Rosalia apre le porte alla città
  • A Cefalù in convegno delle Comunità Missionarie del Vangelo
  • Sul Tgweb La settimana della Parola

 

I CHIAROSCURI di Giuseppe Savagnone

  • Commissione per combattere l’odio

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IN PRIMO PIANO

1. Primo annuncio: “Favorire il prodigioso scambio fra l’incontro con il Risorto e alcune soglie della Fede”

“Oggi è necessario il Primo annuncio perché la persona di Gesù di cui parliamo è passato attraverso di noi e ci ha entusiasmato”. Il Primo annuncio è la professione di Fede: “Gesù è il Signore”, cioè che il Signore è questo Gesù in cui noi crediamo”. Ad affermarlo il vescovo di Novara, mons. Franco Giulio Brambilla, intervenuto nel corso della Settimana della Parola, voluta dall’Arcivescovo, mons. Corrado Lorefice, per offrire un momento di formazione a presbiteri, diaconi, religiosi e fedeli laici in corso di svolgimento presso la Parrocchia di Santa Caterina da Siena.

“Anche oggi è necessario fare risuonare la freschezza del primo annuncio – ha proseguito mons. Brambilla – che richiama il gesto e le parole con cui i primi cristiani proclamavano il vangelo della Pasqua, la risurrezione di Gesù. Questo annuncio riprendeva la predicazione di Gesù, incentrata sulla paternità di Dio, che aveva dato inizio al suo ministero. Inoltre, il primo annuncio favorisce il movimento del venire alla fede in una comunità credente e lo rende accessibile a tutti gli uomini che trova sul proprio cammino”.

La Settimana della Parola della Parola proseguirà oggi mercoledì 6 novembre 2019 con una relazione di don Domenico Messina della Pontificia Facoltà teologica di Sicilia su “Il primo annuncio nella Celebrazione Eucaristica”, domani giovedì 7 novembre 2019, interverrà mons. Corrado Lorefice con una relazione su “Il primo annuncio: nuova proposta di vita e secondo primo annuncio nella Chiesa di Palermo”. Venerdì 8 novembre 2019, si svolgerà la Formazione per i Ministri della Parola nei vicariati e sabato 9 novembre 2019 la conclusione con la Liturgia della Parola, sempre nei vicariati.

NOTIZIE DIOCESIPA

1. Al via la Scuola di formazione liturgica “G. M. Tomasi”

Anche quest’anno la Scuola di formazione liturgica “G. M. Tomasi” diretta dalla prof. Rita Di Pasquale offre a quanti intendono approfondire i temi della Liturgia un corso annuale che si tiene presso il salone Lavitrano del Palazzo Arcivescovile. Le lezioni si svolgeranno tutti i mercoledì dalle ore 17 alle ore 19 fino al 22 aprile 2020. Le verifiche si svolgeranno il 29 aprile 2020. La Scuola è aperta a coloro che esercitano un particolare ministero nell’azione liturgica e a tutti coloro che vogliono conoscere di più e meglio la liturgia per parteciparvi in maniera piena, attiva e consapevole. Quest’anno si svolgeranno le lezioni dell’anno B e, poiché la Scuola è ciclica, chiunque lo desidera può iscriversi.

Per conoscere i temi delle lezioni si può consultare il sito della Commissione liturgica diocesana. Per qualsiasi informazione ci si può rivolgere alla prof.ssa Rita Di Pasquale, al n. 338/3062502 dalle ore 14 alle 15.30.

 2. L’Arcivescovo incontra i giovani del II vicariato

Venerdì 8 novembre 2019, alle ore 21, presso la Parrocchia, si svolgerà un incontro del vescovo, mons. Corrado Lorefice con i giovani del II vicariato. L’iniziativa è stata organizzata dal Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile, diretta da don Giuseppe Calderone.

Questi i prossimi appuntamenti nei vicariati:

III vicariato venerdì 6 dicembre 2019

IV vicariato venerdì 24 gennaio 2020

V vicariato 28 aprile 2020

VI vicariato 29 maggio 2020

 3. Catecumeni: aggiornamento per i catechisti

Il Servizio Catecumenale Diocesano, diretto dal diacono Giovanni Di Simone, organizza un incontro di aggiornamento per i catechisti che curano la formazione dei catecumeni. La riunione si svolgerà venerdì 8 novembre 2019, alle ore 16.30, nel salone “Lavitrano” della Curia arcivescovile, in via Bonello, 2 a Palermo.

 4. Giornata del dialogo cristiano islamico 2019

In occasione della Giornata del dialogo Cristiano – Islamico, che si terrà martedì 12 novembre 2019, alle ore 17.30 presso la Moschea di Tunisia a Palermo in piazza Gran Cancelliere, la Comunità Islamica e la Comunità Cristiana organizzano un incontro sul tema: “Fratellanza umana per la Pace mondiale e la convivenza comune”.

La ricorrenza dell’8° centenario dello storico incontro di Francesco d’Assisi con il sultano d’Egitto Al-Malik Al-Kamil offrirà a tutti un motivo in più per rivolgere un appello a diffondere e sostenere il valore della Pace, della tolleranza e dell’accoglienza.

L’evento è organizzato dall’Ufficio Pastorale per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, diretto da don Piero Magro.

NOTIZIE DALLE PARROCCHIE E DALLE ASSOCIAZIONI

1. Calendario incontri 2019/2020 dei Ministranti dell’Arcidiocesi di Palermo

Stabilito il calendario degli incontri per l’anno pastorale 2019/2020 dei Ministranti dell’Arcidiocesi di Palermo che si riuniranno nei vicariati il sabato alle ore 16.

Si inizia il 9 novembre 2019 con il primo incontro, nella parrocchia Sacra famiglia a Palermo per i ministranti del I e II vicariato. I prossimi incontri si svolgeranno il 16 novembre per i ministranti del III e IV vicariato nella parrocchia di San Giovanni Apostolo a Palermo, il 23 novembre per i ministranti del V vicariato nella Parrocchia della Madonna del Carmelo a Bagheria e il 30 novembre 2019, per i ministranti del VI vicariato nella parrocchia di Santa Maria Maddalena a Ciminna.

Il secondo incontro i svolgerà secondo il seguente calendario: 7 marzo 2020 per il I e II vicariato nella Parrocchia di San Gabriele Arcangelo a Palermo, il 14 marzo 2020 per il III e IV vicariato nella Parrocchia San Luigi Gonzaga a Palermo, il 21 marzo per i V vicariato presso il Santuario diocesano mariano di Altavilla Milicia e il 28 marzo per il VI vicariato presso la Parrocchia dei Santi Ciro e Giorgio a Marineo. La giornata del ministrante si svolgerà domenica 26 aprile dalle ore 9 alle 17.

 2. A Sciara l’Immacolata compatrona del paese

Venerdì 8 novembre 2019, a Sciara, nella chiesa Madrice, si svolgerà una solenne celebrazione Eucaristica, nel corso della quale, l’arcivescovo mons. Corrado Lorefice, proclamerà la Vergine Immacolata compatrona del paese. Mons. Lorefice lo ha decretato a seguito della richiesta del parroco don Claudio Grasso e della comunità tutta che nutre da sempre una grande devozione alla Vergine Santa. Per l’occasione il paese sarà illuminato a festa e di esibirà la banda musicale “Francesco Viso”.

 3. Il Centro sportivo italiano conferisce il mandato

“Gioca e non solo con noi” è lo slogan dell’anno sportivo 2019/2020 del Centro sportivo italiano che verrà inaugurato domenica 10 novembre 2019, nei locali delle Parrocchia “Mater Ecclesiae”. Nel corso dell’incontro che avrà inizio alle ore 11.30 il presidente diocesano, del CSI Maurizio Polizzi che annovera oltre 12.000 iscritti, conferirà il mandato agli operatori sportivi che prenderanno parte ai campionati organizzati nel corso dell’anno pastorale, il Vangelo e il pallone. Al termine il consulente ecclesiastico, don Francesco Di Pasquale, presiederà una celebrazione Eucaristica.

AGENDA DEGLI APPUNTAMENTI

1. Parrocchie allo stadio “Renzo Barbera” gratis per sostenere la squadra rosanero

Domenica prossima 10 novembre 2019, 50 fedeli delle Parrocchie di Maria Santissima della Grazie, guidata da don Carlo Cianciabella e da don Francesco Di Maio e di San Luca, guidata da don Antonio Filippello, saranno sugli spalti dello stadio “Renzo Barbera” gratis, per assistere alla gara valevole per il campionato di calcio di serie D che la squadra rosanero disputerà contro il Savoia.

L’opportunità è possibile grazie ad un accordo tra il Palermo calcio e la Curia Arcivescovile. L’accordo prevede che ad ogni partita casalinga della squadra rosanero, 25 fedeli ciascuno di due Parrocchie dell’Arcidiocesi di Palermo, segnalati preventivamente dai parroci, possano essere ospiti del Palermo calcio. I parroci una settimana prima della gara casalinga del Palermo, dovranno inviare all’Ufficio stampa dell’Arcidiocesi, al diacono Pino Grasso, una lista di 25 persone che avranno accesso dello stadio “Renzo Barbera”.

 2. Al via mini-corso di formazione per la caseificazione

Il Distretto Rotary 2110 Sicilia-Malta, in collaborazione con esperti caseari e con il supporto tecnico-scientifico delle Università degli Studi di Messina e di Palermo, organizza un  mini-corso di caseificazione mirato alla formazione di n. 10  stagisti della Missione Speranza e Carità di Palermo.

Nelle due giornate verranno lavorati circa 600 litri di latte vaccino per produrre latticini da mettere a disposizione delle persone ospitate nella “Cittadella del Povero e della Speranza”.

Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato di partecipazione, mentre ai corsisti che si saranno distinti nella manualità di caseificazione sarà data l’opportunità, ad una persona, di effettuare uno stage formativo di due settimane presso un’azienda zootecnica con annesso caseificio.

Il corso sarà presentato venerdì 8 novembre 2019, alle ore 11 nei locali annessi alla cucina della “Cittadella del Povero e della Speranza” in via Decollati 21 a Palermo per assistere alle fasi di lavorazione e trasformazione del latte in formaggi e ricotte e poter avere ulteriori informazioni sul progetto. Da questo mini corso uscirà uno stage di 15 giorni in una azienda per uno della missione.

 3. Il Centro San Carlo e Santa Rosalia apre le porte alla città

Lunedì scorso il Centro San Carlo e Santa Rosalia, di Vicolo San Carlo n. 62 a Palermo, ha aperto le porte alla città per un momento di aggregazione, condivisione e solidarietà, con l’iniziativa la “Notte dei senza dimora”. Nel corso della serata si è svolto un momento di preghiera ecumenica e una cena solidale, accompagnata dall’animazione a cura dei volontari del progetto “Viva la Gente”. Per l’occasione è stata allestita una mostra realizzata dagli ospiti dei centri. L’evento si è svolto nell’ambito del progetto “Poli diurni e notturni per l’accoglienza di soggetti fragili in povertà socio-sanitaria” realizzato dall’Istituto “don Calabria”, il Centro Diaconale “La Noce” – Istituto Valdese, “La Panormitana” onlus, Croce Rossa Italiana – Comitato di Palermo, con i fondi del PON Metro Palermo gestiti dal Comune di Palermo.

L’iniziativa è stata organizzata dalla Caritas Diocesana di Palermo in collaborazione con, Azione Cattolica Italiana e con il Patrocinio della LUMSA, la Libera Università “Maria Santissima Assunta”.

 4. A Cefalù in convegno delle Comunità Missionarie del Vangelo

“Del giardino del creato, padroni o  amministratori? sviluppo, sostenibilità, futuro ​dalla Populorum progressio alla Laudato sii” è il tema del Convegno delle Comunità Missionarie del Vangelo che si svolgerà all’Hotel Costa verde di Cefalù, dal 21 al 24 novembre 2019.

Per parteciparvi, tre semplici passi su: https://cmvmarineo.weebly.com/associati-e-partecipa-al-convegno.html

Previsto un contributo spese di 30 euro per l’intero convegno oppure 10 euro per ogni giorno da giovedì a domenica. Il contributo spese, nel caso di particolari difficoltà, può anche essere versato al Tavolo Accoglienza – Registrazione in hotel.

 5. Sul Tgweb La settimana della Parola

Nella Parrocchia di Santa Caterina la Settimana della Parola momento di formazione, in seminario una ventina di seminaristi e quattro giovani al propedeutico iniziano il nuovo anno formativo, a Bagheria una mostra sulla vita di Santa Gianna Beretta Molla. Sono alcuni dei servizi che questa settimana, propone il Tgweb dell’Arcidiocesi di Palermo, il magazine, ideato e realizzato dall’Ufficio per le Comunicazioni Sociali, con la collaborazione dei Servizi informatici che viene postato il sabato sulla pagina Facebook dell’Arcidiocesi e sul sito dell’Arcidiocesi.

Info: https://www.youtube.com/user/tgwebdiocesipa

 

I CHIAROSCURI di Giuseppe Savagnone

1. Commissione per combattere l’odio

La decisione di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia di non votare, in Senato, per il via libera alla Commissione contro i reati di odio, razzismo e antisemitismo, non poteva non suscitare vivaci polemiche.

A proporne la costituzione non era stato un partito, ma la senatrice a vita Liliana Segre, coinvolta nella tragedia della Shoah e sopravvissuta ad Auschwitz, che nei giorni scorsi aveva rivelato di ricevere su internet duecento messaggi razzisti al giorno, con aggressioni verbali del tipo «Ebrea, ti odio».

Poteva sembrare che il rifiuto di questo stile e la individuazione di misure per bonificare il linguaggio sempre più violento dei social dovesse unire tutti i senatori, ma non è stato così.

La “mozione Segre” è passata, alla fine, senza l’unanimità, con 151 sì e 98 astenuti. E quando i senatori si sono alzati in piedi per rendere omaggio con un caloroso applauso la senatrice a vita, quelli del centrodestra sono rimasti seduti senza applaudire.

Le ragioni di chi non ha votato

È giusto ascoltare le ragioni di chi non ha voluto dare il suo sì. Per Stefania Pucciarelli, presidente della commissione straordinaria per i diritti umani di Palazzo Madama, «la verità è che la maggioranza ha provato a fare una commissione anti Lega».

Più articolata la spiegazione del senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari: «Se si fosse voluto parlare seriamente di contrasto all’antisemitismo e ai totalitarismi, Fratelli d’Italia sarebbe stata favorevole. Ma è impensabile farlo senza alcun riferimento all’integralismo islamico, visto che il pericolo deriva proprio dal fondamentalismo e dall’immigrazione musulmana (…). Purtroppo con il pretesto del contrasto all’antisemitismo il Senato ha approvato oggi l’istituzione di una struttura liberticida che avrà il potere di stabilire chi ha il diritto di dire cosa e di chiedere la censura in rete delle idee non gradite».

In realtà la scelta di astenersi era stata anticipata nei giorni scorsi da Matteo Salvini, e ribadita dopo il voto: «Siamo contro il razzismo, la violenza, l’odio e l’antisemitismo senza se e senza ma», ha detto il leader leghista a Palazzo Madama. «Non vorremmo però che qualcuno a sinistra spacciasse per razzismo quella che per noi è una convinzione, un diritto, ovverosia il “prima gli italiani”. Siamo al fianco di chi vuole combattere pacificamente idee fuori dal mondo però non vogliamo bavagli, non vogliamo uno stato di polizia che ci riporti a Orwell».

Le reazioni critiche

Argomenti che sono sembrati evidentemente poco convincenti a Mara Carfagna, di Forza Italia, vicepresidente del Senato, che in un tweet pieno di amarezza ha scritto: «La mia Forza Italia, la mia casa, non si sarebbe mai astenuta in un voto sull’antisemitismo. Stiamo tradendo i nostri valori e cambiando pelle. Intendo questo quando dico che nell’alleanza di centro destra andiamo a rimorchio senza rivendicare nostra identità».

Durissima la reazione della presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni, secondo cui «la scelta dell’astensione da parte di alcuni partiti è incomprensibile e irresponsabile. Un modo più o meno esplicito per legittimare, o per restare indifferenti, davanti a un odio che purtroppo avanza e che deve riguardare ciascuno di noi a prescindere da ogni appartenenza partitica». Sulla stessa linea Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica romana: «Siamo sconcertati dall’astensione, è una scelta pericolosa».

Anche il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, interpellato all’università Lateranense sulla questione, ha espresso, sia pure in termini più diplomatici, le sue forti perplessità: «Mi preoccupa», ha osservato, «che su alcune cose, su valori fondamentali dovremmo essere tutti uniti. Ci sono cose su cui dovremmo convergere. Io penso che l’invito sia a riflettere sui valori fondamentali. Ci vogliono basi comuni. Poi naturalmente anche qui c’è il pericolo di politicizzare tutto ciò e dovremmo davvero uscire da questo».

Linciaggi sessisti

Che cosa pensare di questa vicenda? Forse può aiutarci a capirne il senso la considerazione del contesto. Il problema da cui è nata l’idea della Commissione è la diffusione di un fenomeno che sta sotto i nostri occhi, che più volte ho denunziato nei miei “chiaroscuri”, e su cui quindi non pretendo di essere neutrale, ma penso di essere oggettivo (l’oggettività non si identifica con la neutralità!): il dilagare della violenza verbale sui social e il loro uso perverso per aggredire chi si trova ad avere un’opinione, o semplicemente una identità – etnica, culturale, religiosa – diversa dalla propria.

La prima vittima che io ricordi di questo linciaggio mediatico, è stata, quando ricopriva al carica di presidente della Camera, Laura Boldrini, massacrata su internet da una valanga di minacce e di volgari insulti sessisti.

Ma è stata solo la prova generale del tipo di attacco rivolto, da allora, nei confronti delle donne coinvolte in vicende pubbliche. Cantanti che si erano permesse di esprimere critiche al governo gialloverde, giornaliste, attrici fino a Carola Rackete, a cui una moltitudine di messaggi augurava di essere violentata dai «negri» che aveva salvato e portato in Italia.

Contro papa Francesco e gli ebrei

Anche in campo religioso questo stile ha preso piede. Papa Francesco è da tempo ormai oggetto di messaggi carichi di odio e di disprezzo che – per fare solo qualche esempio riferibile – lo bollano come «fintopapa», «politicante da strapazzo», «pampero», aggiungedo spesso l’invito sprezzante: «Rimandatelo da dove viene».

Un ambito in cui la violenza verbale ha avuto occasione di sfogarsi con particolare virulenza è quello razziale. Accennavo prima ai duecento messaggi al giorno di odio antisemita conto la senatrice Segre.

Ma, anche senza bisogno di usare internet, molti hanno trovato il modo insultare il giornalista Gad Lerner, in più occasioni – una è stata il raduno della Lega a Pontida – non per le sue idee (sarebbe stato comunque sbagliato), ma semplicemente perché ebreo (e questo è abietto).

La demonizzazione degli immigrati

Ma gli ebrei non sono stati le uniche vittime. Da qualche anno una campagna ossessionante cerca – con successo – di far passare coloro che chiedono di essere accolti nel nostro Paese come “nemici”, “invasori”, da cui difenderci, definendoli «una massa di nullafacenti o delinquenti che non scappano dalla guerra ma la guerra ce la stanno portando in casa».

Ma queste parole non le ho trovate sui social. Sono del leader della Lega, Matteo Salvini, che più volte le ha ripetute, soprattutto a partire dalla campagna elettorale per le lezioni del marzo 2018, ritenendo di poter qualificare – senza averne alcuna conoscenza, tranne quella della loro origine non italiana – migliaia di uomini, donne e bambini la cui colpa era di voler venire a vivere in un paese dove sarebbero stati meno esposti alla povertà, alle malattie, alla mancanza di cibo e di acqua, in alcuni casi alla guerra e alle persecuzioni di regimi spietati.

Distinguere le scelte politiche dalla cultura dell’odio

Si badi bene: qui non è in discussione una scelta operativa. Compito di ogni uomo politico è di sostenere soluzioni ragionevoli per il bene comune dei cittadini che rappresenta.

Ma questo non ha nulla a che vedere con l’odio, il disprezzo, la denigrazione delle persone. Chiunque abbia ascoltato i discorsi fatti da Salvini su questo tema non può non costatare che, al di là dello slogan – discutibile ma in sé non violento – «Prima gli italiani», è questo il clima che da essi trasuda e che sfortunatamente ha trovato sempre più imitatori sui social e nelle piazze.

Alla luce del contesto…

È a questa “libertà di espressione” che i leghisti e i loro alleati temono venga posto il «bavaglio». Ammettendo implicitamente che l’odio e la violenza verbale che la Commissione si propone di combattere vengono innanzi tutto – anche se non esclusivamente – da loro e dai loro seguaci.

Come del resto è confermato dal fatto che in un anno e due mesi di governo non avevano neppure posto il problema, né se lo sarebbero posto senza l’iniziativa della Segre. Quanto a chi accampa la scusa che la Commissione non si propone di combattere l’integralismo islamico, la sua infondatezza è evidente, visto che anche questo rientra, chiaramente, nella gamma dell’odio e della violenza verbale a cui la

 

Commissione dovrà cercare di opporsi.

Il linguaggio non è un fattore estrinseco, un semplice modo di comunicare il pensiero e i fatti. La filosofia contemporanea ha chiaramente messo in luce che esso dà forma all’uno e agli altri, li plasma e li costituisce. Un mondo plasmato da una comunicazione che non conosce il rispetto per l’altro è un mondo disumano.

Non sono sicuro che la Commissione troverà il modo di arginare questa deriva. In realtà sono convinto che solo un’opera educativa che parta dalla gente potrà veramente cambiare le cose. Ma fin da ora sono a fianco di chiunque sia ancora capace di non confondere chi è diverso da lui con un “nemico” da odiare.