Strage di Notre-Dame a Nizza, dall’Arcidiocesi di Palermo la denuncia di ogni forma di violenza “in nome di Dio”

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L'Arcivescovo Corrado Lorefice: "Lo spirito di perdono di Cristo prevalga di fronte a questi atti barbari"

L’Arcidiocesi di Palermo abbraccia la Chiesa di Nizza – in lutto per il grave gesto che ieri ha seminato morte nella basilica di Notre-Dame –  e prega per le vittime e per le loro famiglie con le parole di Papa Francesco «perché si possa reagire al male con il bene».

Sin da ieri sera, attraverso i canali social, l’Arcidiocesi di Palermo ha condiviso lo sgomento del Santo Padre per quanto accaduto in Francia e si era stretta attorno alla comunità cattolica di Nizza facendo eco alle parole del Vescovo, Monsignor André Marceau: «Provo una tristezza infinita come essere umano di fronte a ciò che altri esseri possono compiere; che lo spirito di perdono di Cristo prevalga di fronte a questi atti barbari».

«Il seme del dialogo e dell’incontro fraterno offre sempre i migliori frutti contro il fondamentalismo e la violenza in nome di Dio», sottolinea oggi l’Arcivescovo Mons. Corrado Lorefice che ricorda come i costanti rapporti con le altre religioni presenti a Palermo abbiano contribuito a rafforzare la consapevolezza che «siamo tutti parte della stessa famiglia, appartenendoci reciprocamente». E ribadisce che «essere familiari equivale al sapere essere diversi perché non siamo chiamati a stampare la nostra impronta sulla vita e sul volto di chi ci sta accanto, ma a riconoscere e a lasciar essere l’impronta speciale di ognuno nel mondo. L’imposizione (…), la pretesa di omologazione religiosa, culturale, esistenziale sono il tradimento e la fine della relazione. Siamo famiglia proprio perché siamo e ci sentiamo diversi, perché ci confrontiamo con libertà e rispetto non a partire da un preteso ‘minimo comun denominatore’ religioso e culturale, ma dal nostro comune essere donne e uomini pronti ad apprezzarci, a indicare la via della differenza come l’unica via autentica dell’umano, per come pian piano l’abbiamo maturata, dopo secoli e forse millenni di incomprensioni, di tradimenti delle nostre parole fondative, di qualunque delle nostre confessioni. Abbiamo imparato che la religione come fortino eretto ‘contro’ gli altri è una follia senza futuro. Abbiamo capito che solo accettandoci in quanto diversi possiamo essere portatori di speranza. Tutti diversi, tutti stranieri». (¹)

Con questi sentimenti la Chiesa Cattolica di Palermo, rappresentata da Don Pietro Magro, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale dell’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, ha voluto rendersi presente presso la Moschea di piazza del Gran Cancelliere dove l’Imam Mustafà Boulaalam e i rappresentanti delle altre comunità islamiche hanno espresso «ferma condanna per gli odiosi e orribili atti  omicidi di Nizza, commessi nei confronti di inermi e innocenti persone e resi ancor più detestabili essendo stati commessi in una Chiesa, luogo sacro dei cristiani, contraddicendo gravemente gli insegnamenti pacifici dell’Islam».

Nel richiamare il messaggio dell’ultima Lettera Enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti”, l’Imam di Palermo ha voluto ricordare come nel capoluogo siciliano «in questi mesi della pandemia abbiamo sperimentato la sentita vicinanza, il fraterno sostegno e la sincera solidarietà umana da parte della  comunità cristiana e di tutte le istituzioni che ci hanno aiutato a superare i momenti più critici della nostra sopravvivenza. Pertanto confidiamo che questa ricca esperienza di relazioni umane e la via intrapresa nel fraterno dialogo cristiano-islamico, possa essere percorsa con maggiore convinzione per contrastare e respingere tutti gli atti di violenza, di estremismo, di fanatismo, di odio e di terrore».

(¹) Mons. C. Lorefice, Discorso per l’incontro con i rappresentanti delle religioni e delle confessioni cristiane, Palazzo Arcivescovile di Palermo, Festino di Santa Rosalia 2019