CON LE PAROLE DI PAPA FRANCESCO, LA CONDANNA DELLA MAFIA E L’INDICAZIONE DELLA VIA PER LA CONVERSIONE

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Le parole dell'Arcivescovo di Palermo durante la veglia di preghiera per la XXVI Giornata della Memoria e dell'Impegno promossa da Libera
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Il messaggio di Mons. Corrado Lorefice all’interno della Chiesa Cattedrale di Palermo:

«Desidero portare questo mio saluto dicendovi “la pace di Dio sia con tutti voi”: questo saluto di pace risuona in questo luogo così significativo per la memoria storca che vi è custodita, per l’incontro di culture e soprattutto per la testimonianza di una fede che abbraccia e che avverte l’appartenenza anche a quella città degli uomini segno della giustizia, della legalità, della pace, della non violenza. Questo luogo oggi diventa oltremodo significativo perché custodisce anche tutta la durezza della sofferenza che portiamo nel cuore quanti siamo direttamente coinvolti dalla violenza omicida mafiosa: oltre ai familiari e ai parenti delle vittime di mafia qui c’è l’intera famiglia cittadina. Vorrei esprimere questo concetto con assoluta chiarezza: “ci siamo”, “siamo qui”, perché la Chiesa palermitana in questo luogo custodisce le spoglie del Beato Pino Puglisi, nostro intimo parente, confratello nel sacerdozio, fratello in Cristo.

Nel 2018, nel venticinquesimo anniversario dell’uccisione di Don Pino Puglisi, il 15 settembre del 2018, questa Cattedrale ha avuto la gioia di accogliere Papa Francesco. E vorrei dare la parola a lui: era Papa da appena un anno quando il 21 marzo 2014, proprio a un incontro promosso da Libera nella parrocchia romana di San Gregorio VII, Papa Francesco fece risuonare queste parole che vorrei risuonassero ancora perché nascono dal suo essere cittadino della famiglia umana, della casa comune, ma anche del suo essere dentro la storia a partire dalla grazia del Vangelo; faccio mie le sue parole: “Voglio esprimere la mia solidarietà a quanti di voi hanno perso una persona cara, vittima della violenza mafiosa; grazie per la vostra testimonianza, perché non vi siete chiusi ma vi siete aperti, siete usciti per raccontare la vostra storia di dolore e di speranza. Questo è molto importante, specialmente per i giovani. Vorrei pregare con voi – e lo faccio di cuore – per tutte le vittime della mafia. Ma nello stesso tempo preghiamo insieme tutti quanti, per chiedere la forza di andare avanti, di non scoraggiarci ma di continuare a lottare contro la corruzione. Sento che non posso finire senza dire una parola ai grandi assenti di oggi, ai protagonisti assenti, agli uomini e alle donne della mafia: per favore, cambiate vita, convertitevi, fermatevi, smettete di fare il male e noi preghiamo per voi. Convertitevi, lo chiedo in ginocchio: è per il vostro bene. Questa vita che vivete adesso non vi darà piacere, non vi darà gioia, non vi darà felicità. Il potere e il denaro che voi avete ottenuto da tanti affari sporchi, da tanti crimini odiosi, è denaro insanguinato, è potere insanguinato e non potrete portarlo nell’altra vita; convertitevi, ancora c’è tempo per non finire all’inferno perché ciò che vi aspetta se continuate su questa strada. Voi avete avuto un papà e una mamma, pensate a loro, piangete un po’ e convertitevi”.

Come vedete, siamo sulle stesse orme di quel 9 maggio del 1993 nella Valle dei Templi dove risuonarono le parole di Papa Giovanni Paolo II: “Convertitevi, perché verrà il giudizio di Dio”. Che sia questo il messaggio che arriva con forza, con energia, a maggior ragione in questo luogo; e noi dobbiamo chiedere la conversione – con forza nella verità della nostra coscienza e del Vangelo – a quanti sono operatori del male».